I rischi di fare affari con i Pasdaran

Economia
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L’Occidente rischia di sostenere non solo l’abuso dei diritti umani in Iran, ma anche l’instabilità Mediorientale

Qualche giorno fa una delegazione iraniana ha visitato l’Italia. Secondo quanto riferito dalla stessa Unità questa delegazione istituzionale ha incontrato a Roma e Milano, aziende, imprenditori e operatori economici italiani. Non solo: all’interno della delegazione erano presenti esponenti legati ai Pasdaran, quali ad esempio il Signor Ali Erami, attualmente direttore di una rivista che si occupa di petrolio.

Proprio il ruolo dei Pasdaran all’interno dell’economia iraniana non deve essere dimenticato, soprattutto in questo periodo in cui l’Occidente ha deciso di sospendere le sanzioni. Con o senza sanzioni, infatti, diverse società iraniane con cui ci troveremo a negoziare, sono direttamente legate alle Guardie della Rivoluzione.

Indirettamente, quindi, anche per mezzo di un business legalmente lecito, l’Occidente rischia di sostenere non solo l’abuso dei diritti umani in Iran, ma anche l’instabilità Mediorientale. Per quanto concerne i diritti umani, mentre accogliamo Rouhani, non dobbiamo dimenticare che sotto la sua Presidenza, quasi 2000 detenuti sono stati impiccati. Prigionieri molto spesso esposti in pubbliche piazze e impiccati per mezzo di funi legate a delle gru. Mezzi, ufficialmente acquistati da Teheran – anche da compagnie estere – per motivi industriali e usate come “macchine di morte”.

Non solo: mentre parliamo di fallimento delle “Primavere Arabe”, dimentichiamo di ricordare che le prime rivolte per la democrazia partirono dall’Iran, nel 2009. A reprimerle furono proprio i Pasdaran, gli stessi che oggi indossando la giacca, pretendono di presentarsi all’Occidente come partner commerciali.

Per quanto concerne il Medioriente, basta riflettere sulla recente crisi tra Iran e Arabia Saudita o dare un veloce sguardo ai gruppi paramilitari sciiti presenti in Siria, Iraq e Yemen – finanziati e armati da Teheran -per capire il rischio di un rafforzamento economico delle imprese legate ai Pasdaran. Buona parte dei fondi ottenuti da queste compagnie, infatti, si tradurranno indubbiamente anche in un maggiore sostegno all’instabilità dell’area Mediorientale.

Tra le imprese che devono preoccupare l’Occidente, è opportuno ricordare la Islamic Republic of Iran Shipping Lines (IRISL), con cui il Porto di Trieste si dice oggi pronto a firmare un accordo di collaborazione. La IRISL, infatti, era stata inserita nella lista delle sanzioni per chiare collaborazioni nel programma missilistico iraniano, un programma che l’Iran prosegue ancora spedito, in violazione della stessa risoluzione ONU 2231.

 

(Nella foto il presidente iraniano Hassan Rouhani, Ansa)

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