I rifiuti del Campidoglio

Roma
Rifiuti in Viale Santa Rita da Cascia, angolo Largo Gennaro Boltri, dove la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha deciso di chiudere la campagna elettorale per l'elezione del nuovo sindaco di Roma, 2 giugno 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

In tutte le metropoli delle democrazie avanzate e in gran parte delle città italiane i rifiuti si smaltiscono secondo due linee: Raccolta differenziata e riciclaggio da una parte, impianti per riciclare, compresi gli impianti di compostaggio, e termocombustione dall’altra

Oggi si discute in Consiglio comunale a Roma del problema rifiuti. Mi piacerebbe molto che si discutesse di questo e non dell’assessore Muraro e dei suoi problemi. Capisco la tentazione di ricacciare in gola ai 5Stelle tutte le loro roboanti e ipocrite dichiarazioni a proposito di trasparenza e onestà. Ma non sta lì la soluzione ai problemi di Roma. Né è questo il terreno sul quale il PD e l’opposizione possono ritrovare un ruolo non estemporaneo. Questo è solo un terreno paludoso, che aggiunge fango al fango e inquina il necessario dibattito pubblico. Che deve avere per oggetto il che fare con i rifiuti di Roma, l’85% dei quali viene oggi esportato al di fuori della città, al Nord dell’Italia e in altri Paesi europei. Per il momento questa è l’unica conseguenza della chiusura di Malagrotta. È questa la soluzione? Lo si dica.

Se invece si vuole trovare una soluzione realistica, efficiente, sostenibile e duratura bisogna costruirla e renderla esplicita. In tutto il mondo “civile” e in tutte le metropoli delle democrazie avanzate e in gran parte delle città italiane i rifiuti si smaltiscono secondo due linee. Raccolta differenziata e riciclaggio da una parte, impianti per riciclare, compresi gli impianti di compostaggio, e termocombustione dall’altra. A Roma la carenza di impianti è drammatica. Ed è bene dirlo con onestà, riguarda una fase molto lunga, almeno gli ultimi 20 anni, in cui per evitare contrasti con il territorio nessuna decisione è stata presa. Si pensa di poter fare a meno di un termocombustore? Bene, ma si dica con chiarezza dove finirà quella quota di rifiuti non riciclabile. Inevitabilmente al di fuori del territorio romano, il che può essere anche una scelta, purché la si smetta di raccontare favole e si dica la verità.

Inoltre occorrerebbe smetterla di fare confusione fra città sporca e problemi di smaltimento. La città è sporca perché la spazzatura non viene rimossa. E non viene rimossa perché l’AMA è un’azienda inefficiente. Punto. Controprova? Si abbia il coraggio di affidare lo spazzamento di alcune parti della città ad altri operatori con una gara pubblica. E poi si confrontino i risultati in termini di costo e qualità. Se non si introduce competizione l’AMA sara sempre irriformabile. Di questo mi piacerebbe sentire parlare. Del resto, delle piccole miserie di un’Amministrazione prigioniera dei suoi stessi tabù, ci sarà tempo per discutere. Ma oggi nessuno capirebbe u n’Aula rissosa che non discute di problemi, ma di persone. E certamente cosi non si costruisce un’alternativa . Così si è solo prigionieri dei difetti degli altri.

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