I raggiri del sistema bancario e la memoria corta da criceti

Economia
Un momento della protesta contro il decreto salva-banche mentre è in corso Leopolda 6, Firenze 13 dicembre 2015. 
ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Dieci anni fa la situazione era ben peggiore con il potere assoluto detenuto da Bankitalia. Forza Italia e Lega nel passato volevano blindare il sistema che produceva scandali

Cos’hanno in comune un sentimento come l’amarezza e la memoria corta dei criceti? Nulla all’apparenza, ma poiché la realtà supera abbondantemente la fantasia può capitare di accorgersi che non sempre è così. In questi giorni, giorni trascorsi in gran parte all’interno della Commissione Bilancio della Camera dove è all’esame la legge di Stabilità, avverto un senso di profonda amarezza per quello che sta accadendo intorno alle quattro banche fallite e soprattutto per i risparmiatori che hanno perso il loro denaro.

I risparmiatori traditi sono quelli di CariFerrara, CariChieti, Banca Marche e Banca Etruria. Non tutti, perché sicuramente alcuni di loro sapevano cosa compravano quando investivano sulle azioni e sulle obbligazioni secondarie di quelle piccole banche già da tempo boccheggianti puntando su tassi di interesse più alti, ma sicuramente molti: tutti quelli che, pur essendo palesemente digiuni di nozioni di finanza sono stati invogliati, rassicurati, sedotti da metodi di vendita del tutto analoghi a quelli che furono utilizzati dieci anni prima per la vendita delle obbligazioni Cirio e Parmalat, metodi resi ancora più subdoli dall’offerta rassicurante perché in arrivo dalla banca sotto casa.

Battaglia utile Fu dunque una battaglia inutile quella condotta nel 2004-2005, nella quale fui in prima linea, mi sono chiesto in questi giorni? No, la mia risposta è che non lo fu affatto. Senza quella battaglia, infatti, oggi al vertice della Banca d’Italia siederebbe ancora lo stesso Governatore di allora. Un Governatore inamovibile, forte di un mandato a vita, che facendo leva sul suo enorme potere, poteva disporre del sistema bancario italiano a suo piacimento, giocarci come con un risiko, organizzare cordate di amici per incrementare la sua onnipotenza e chiudere un occhio di fronte ai comportamenti di quegli stessi amici nei confronti dei loro clienti, i risparmiatori. Fu per quell’occhio chiuso che si arrivò allo “scarico” in tutta fretta dei bond argentini dagli investitori istituzionali alla clientela retail, e fu per quello stesso occhio chiuso che furono venduti pacchi di obbligazioni Cirio e Parmalat a delle ignare vecchiette a poche settimane dal crollo delle aziende. In cambio, quegli stessi banchieri avrebbero dovuto costruire per ordine dall’alto scalate bancarie come quelle su Bnl e Antonveneta per chiudere ulteriormente il sistema, con il paravento della salvaguardia dell’italianità. Se non ci fosse stata quella battaglia, insomma, oggi le nostre banche sarebbero assai meno solide. E l’intervento messo in atto dal Governo Renzi – un intervento doloroso ma corretto, che ha messo in sicurezza intanto correntisti, lavoratori e imprese affidatarie e che ora va completato restituendo ai risparmiatori obbligazionisti truffati i loro soldi attraverso un esame caso per caso – avrebbe dovuto avere un impatto molto più devastante.

Sconcerto in Commissione E qui entra in gioco la memora breve dei criceti. Perché accanto all’amarezza in questi giorni trascorsi in Commissione Bilancio alla Camera ho provato un grande sconcerto nell’ascoltare gli attacchi furibondi degli esponenti di Forza Italia e della Lega al Governo, reo, a loro dire, di voler strangolare i risparmiatori e di essere amico dei banchieri. Posso arrivare a comprendere l’atteggiamento da opposizione dei Cinque Stelle, che dieci anni fa non esistevano, anche se dubito fortemente che abbiano in tasca delle soluzioni concrete e comunque li giudicheremo a tempo debito. A tutti comunque consiglierei prudenza perché la materia è incandescente. Ricordo che Forza Italia adesso protesta contro l’esecutivo ma dieci anni fa era convintamente schierata accanto al Governatore di Bankitalia che voleva blindare quel sistema capace di produrre scandali a ripetizione a danno dei risparmiatori. E dal canto suo la Lega si esponeva senza ritegno avendo ottenuto su quegli stessi presupposti il salvataggio dei suoi amministratori di Credieuronord, sempre a danno dei risparmiatori del Carroccio. Al punto da giubilare l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti, inizialmente avversario del Governatore di Bankitalia salvo poi, dopo la parentesi Siniscalco, mutare posizione proprio nell’estate del 2005. Memoria da criceti? In un Paese in cui la memoria in politica non è un valore, purtroppo è così: la differenza è soltanto che allora Lega e Forza Italia erano al Governo e oggi si trovano all’opposizione. Ma quanta amarezza.

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