I Radicali non possono consegnarsi all’irrilevanza

Radicali
Marco Pannella durante i festeggiamenti per il suo compleanno nella sede del partito Radicale. Roma, 2 maggio 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Riflessione di un militante, pensando all’umiltà di Pannella

L’alternativa non è tra nuove leve e vecchia guardia dei Radicali, quella è una sintesi giornalistica. Oggi, l’alternativa è tra il vivere e stare insieme oppure scomparire. Stavolta, il divorzio non c’entra. Con la parola “insieme” non intendo i Radicali (con la lettera iniziale rigorosamente maiuscola!), ma sono convinto che ESSERE Radicali sia un altro modo per dire “insieme”. Proprio perché diversi. Ecco il senso della cosiddetta “galassia radicale”, della forma-partito.

C’è una rivoluzione cosmica da portare avanti, una rivoluzione nel significato astronomico, una rivoluzione armonica. Qualche domanda, però, necessariamente si pone: interessa a qualcuno? A chi interessa? La discussione interna ai Radicali passa anche per il quotidiano l’Unità. Stavolta attraverso il web, sul sito, tramite Facebook. E la memoria va a Leonardo Sciascia e a Pier Paolo Pasolini. A cosa scriverebbero oggi. Sicuramente, parlerebbero del “diritto umano alla conoscenza”. Una prospettiva politica che, personalmente, avverto come urgenza.

Ora, però, che Marco Pannella è entrato a pieno titolo e meritatamente nella Storia, ingenuamente, provo a scrivere ispirandomi a quella stessa autorevolezza di Sciascia e Pasolini perché non ho alcuna autorità all’interno dei Radicali. Tra il farsi sentire e l’essere ascoltati vi è un abisso. Vorrei essere ascoltato dai compagni Radicali. Da tutti. Perché tutti coloro che riusciranno a colmare questo abisso con un pieno di politica e dialogo con gli altri saranno il futuro, a cui anche il sottoscritto aderirà. Anzi, lo sollecito e lo propongo.

Marco Pannella ci ha insegnato ad aprirci al dialogo, a convivere, a convincere, a vincere-con, a vincere insieme. E’ questa la principale motivazione che mi ha spinto a scrivere un qualcosa che valga come espressione di un ragionevole dubbio. Scegliere un obiettivo modesto e di corto respiro può diventare un atto di arroganza.

Allora, è meglio tentare la strada di un pensiero elevato, di un gesto semplice, ma non facile. Insomma, oggi, il valore simbolico di questo sito restituisce ai lettori un importante significato simbolico anche per i Radicali, che dovrebbero quindi fare un piccolo passo in avanti. Per incontrarsi e per abbracciarsi.

Infatti, se è vero che Pannella ha donato dignità politica al corpo, allora il corpo dei Radicali può scegliere di aprirsi in un grande abbraccio reciproco per regalare alla cronaca un gesto di sconfinato amore civile. Sarebbe un bellissimo atto politico degno dei migliori insegnamenti di Marco. Ovviamente, qualcuno leggerà queste parole come ingenue. E tali sono.

Ma scrivere con ingenuità è un modo per esprimere l’essere liberi. E’ l’origine stessa della parola che ce lo ricorda. Non a caso, ingenuo ha la medesima radice etimologica di genuino e il latino la utilizza per indicare gli uomini liberi, gli “ingenui” appunto, cioè coloro che si distinguevano dagli schiavi. Fosse anche dalla schiavitù di oggi, quella del regime, della furbizia o degli inganni. A cominciare dall’autoinganno, in cui ciascuno può cadere senza rendersene conto. Vorrei, insomma, che vi fosse un immenso abbraccio tra tutti i Radicali. Un abbraccio che proseguisse oltre le esequie di Marco. E che si diffondesse tra le persone, con l’ingenuità di chi è nato libero. In altre parole, scrivere con ingenuità significa esprimersi sinceramente, a cuore aperto, con la mente aperta.

L’insegnamento più alto che ci ha lasciato Pannella è l’umiltà, non la modestia. Marco era tutto tranne che modesto. L’umiltà rende liberi mentre la modestia rende schiavi. Difatti, l’umiltà è anche la radice della nonviolenza, con in più il dubbio della radice, a ricordarci che possiamo sbagliare, che gli errori si correggono, che siamo sempre in trasformazione e, infine, che le convinzioni non devono trasformarsi in ideologismi, in prese di posizione.

Credo, perciò, che tutta la forza, la pazienza e l’intensità di Pannella provenissero dalla sua umiltà. E’ da lì che prendeva il carisma. È da lì che scaturiva il suo coraggio. Era l’umiltà che lo portava a stare con gli ultimi, a vivere per strada, ad essere un liberale da marciapiede. In tutti casi, qualsiasi cosa accadrà, le idee di Marco andranno avanti comunque, senza eredi, perché le sue idee vivono e vivranno tra le persone comuni, nei luoghi più disparati, nei discorsi che si fanno in cucina o in camera da letto. I Radicali, invece, rischiano di condannarsi all’irrilevanza per aver scelto una posizione modesta invece di un cammino umile.

Se a qualcuno può star bene così, allora allargo le braccia con tutto l’amore che posso. Non in segno di rinuncia, ma per far nascere un abbraccio che possa riconciliare gli animi e i corpi. Con la stessa umiltà di Pasolini e di Sciascia, la storia prosegue.

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