I problemi dei grillini con Ostia e con la mafia

Roma
Un momento dell'operazione della Polizia municipale al mercato dell'Appagliatore a Ostia, 18 giugno 2015.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Lo dico a Grillo, a Casaleggio, ai loro improbabili parlamentari e aspiranti leader: fermatevi finché siete in tempo e guardate cosa è diventato il vostro movimento a Ostia

Ostia è un posto particolare, in cui la mafia c’è ed è forte. Se fai politica a Ostia devi tenere gli occhi aperti ed essere accorto. Appena ho iniziato il mio lavoro su Roma ho subito commissariato il partito di quel municipio chiedendo a Stefano Esposito di occuparsene e poco tempo dopo insieme a lui abbiamo dimesso il presidente di quel municipio che non ci sembrava in grado di fare quanto necessario. Pochi mesi dopo è stato arrestato.

Oggi Ostia è sciolta per mafia. Fin dai primi giorni del commissariamento ho chiesto a tutte le forze politiche della città di controllare -come stavamo facendo noi- chi li rappresentava in quel territorio. Nessuno lo ha fatto, preferendo la più semplice polemica politica a una faticosa opera di verifica. Così però si rischia di alimentare la malattia invece di curarla. Come nel caso dei grillini. E’ tempo che segnalo affettuosamente la questione al movimento. Avevo suggerito loro di interrogarsi sul perché in quel territorio esponenti delle famiglie malavitose inneggiassero pubblicamente al movimento 5 stelle. Per tutta risposta mi hanno querelato –o almeno dicono di averlo fatto.

L’on. Ruocco (che pare essere un membro del loro direttorio) raccontò di essere stata a Ostia insieme a una delegazione di eletti grillini a incontrare ”gli imprenditori onesti: quelli che non si sono mai piegati alla logica delle mazzette, quelli che portano avanti un’attività al meglio delle loro forze senza imbrogliare e senza mangiarsi la città” avvertii cortesemente che forse l’avevano portata nel posto sbagliato: aveva infatti incontrato i balneari che qualche responsabilità nell’aver sequestrato il mare ai romani erigendo un muro che impedisce il libero accesso e sigillandolo con cancelli forse la hanno. In quel caso nessuno rispose, forse per la vergogna.

Ma nonostante i precedenti avrebbero dovuto spingere a una riflessione, niente. E ieri abbiamo raggiunto l’apice (almeno spero). In una conferenza stampa i leader cittadini e locali del movimento hanno presentato una dettagliata denuncia sulla presenza mafiosa a Ostia. Peccato che se la siano fatta scrivere dalle finte associazioni antimafia presenti sul territorio, quelle che hanno persino paura a nominare i cognomi dei clan. E così capita che invece di attaccare la mafia, finiscano per denunciare Federica Angeli. Che ha una sola colpa: essere una giornalista coraggiosa che i mafiosi li ha denunciati davvero e che per questo vive da anni sotto scorta insieme alla sua splendida famiglia.

Ora, lo dico con affetto a Grillo, a Casaleggio, ai loro improbabili parlamentari e aspiranti leader: fermatevi finché siete in tempo e guardate cosa è diventato il vostro movimento a Ostia. Perché -più o meno consapevolmente- in quel territorio avete gli stessi alleati e gli stessi nemici di quelli che dite di combattere. E’ la terza volta che ve lo segnalo e che ve lo documento. Verrebbe quasi da pensare che vi va bene così.

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