I primi 150 anni de “Il Sole”

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Alla Scala è andata in onda una sorta di staffetta tra la Milano di ieri, che produceva quelle rilevanti innovazioni, e quella di oggi, ancora, all’avanguardia

Milano della seconda metà dell’Ottocento è l’unica città della penisola che vede crescere un giornalismo capace di andare incontro ai diversi indirizzi economici e sociali: da quelli della borghesia a quelli dei ceti popolari. In questo clima nascono testate destinate a rimanere nella storia del Paese.

«Ma è nel campo della stampa specializzata, di quella economica e finanziaria in particolare, che l’ambiente milanese mostra di dar vita a iniziative in grado di raccogliere e dirigere, aldilà degli schieramenti di opinione tradizionali, più moderne coalizioni di forze e di interessi, in relazione d’altra parte alle dimensioni più avanzare della realtà economico-sociale» scrive Valerio Castronovo, nel volume “La stampa italiana dall’unità al fascismo”.

In quest’ambiente, nell’agosto del 1865, è fondato, sul modello della stampa economica inglese, “Il Sole”. L’iniziativa di P. Bragiola Bellini e Gaetano Semenza è appoggiata dai liberali progressisti di Milano; a dirigerlo è chiamato un ex garibaldino, Giuseppe Guerzoni, e dopo di lui il senatore Cesare Parenzo.

Sono passati centocinquanta anni, il tempo giusto per ricordare la nascita del giornale. Ieri, lunedì, si sono tenute le celebrazioni in pompa magna, al Teatro della Scala, alla presenza del presidente della Repubblica. È stata anche l’occasione per raccontare, con un documentario prodotto dalla stessa testata, la storia del giornale e il modo di fare oggi informazione.

Già nell’inserto speciale, distribuito con il giornale il primo di maggio, erano stati raccontati sedici eventi simbolo, uno per ogni decennio: le grandi firme del giornale avevano ricostruito i fatti che vanno dai primi passi dell’Italia unita all’industrializzazione, dall’abolizione della pena di morte alla Grande Guerra, dal ventennio fascista a Bretton Woods, dal miracolo economico alla grande crisi innescata da Lehman Brothers. Uno sguardo all’indietro che evidenzia, da una parte, il ruolo del giornale come testimone del tempo e, dall’altra, i legami sempre vivi tra il passato e l’attualità, hanno sottolineato gli organizzatori. Alla Scala ieri è andata in onda una sorta di staffetta tra la Milano di ieri, che produceva quelle rilevanti innovazioni, e quella di oggi, ancora, all’avanguardia.

 

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