I migliori ambasciatori del nostro Paese nel mondo

ControVerso
musei_hermitage_001

Quel «made in Italy» che tutti ci invidiano e cercano di copiare nasca anche da lì

All’Ermitage di San Pietroburgo le opere più frequentate, addirittura assediate dai visitatori che si spintonano per conquistare la prospettiva giusta, sono due Madonne dipinte da Leonardo da Vinci. Il fenomeno del letterale assalto ai due quadri mi ha incuriosito e sono rimasto a osservarlo per qualche minuto.

Una buona percentuale degli assaltatori era costituto da turisti cinesi, naturalmente muniti di telecamere, macchine fotografiche e smartphone. Siccome su internet sono disponibili riproduzioni dei due quadri quante se ne vuole è evidente che l’unico motivo per fotografarle è di poter dichiarare ad amici e conoscenti: «Io ci sono stato e ho visto il quadro con i miei occhi».

Detto questo non nascondo nemmeno il mio piccolo orgoglio nazionalista nel vedere il nostro connazionale di un p o’ di secoli fa così apprezzato e famoso. È innegabile che una buona parte della reputazione del nostro Paese e anche di quel «made in Italy» che tutti ci invidiano e cercano di copiare nasca anche da lì e abbia queste origini lontane. Un insegnamento continuo alla bellezza, alle forme, alle proporzioni, che risale prima di tutto al Rinascimento italiano.

Vi è molta più continuità di quanto si pensi fra un quadro di Leonardo, di Raffaello o di Piero della Francesca e la qualità dell’architettura, del design italiani e del nostro «saper vivere». Il gusto si forma lungo un flusso continuo e le sue manifestazioni pop sono legate più di quanto si sospetti alle espressioni alte della cultura italiana.

Per questo sono felice quando leggo che un capolavoro italiano sarà ospitato da un museo o da una mostra in un altro Paese del mondo. Sono i migliori ambasciatori del nostro Paese. Lasciamoli viaggiare.

Vedi anche

Altri articoli