I docenti devono essere valutati anche se non vogliono

Scuola
La scuola elementare "Enrico Pessina" di Ostuni (Brindisi), l'istituto in cui ieri si è verificato il crollo di un pezzo di intonaco dal soffitto che ha ferito due bambini e una maestra, attualmente sotto sequestro dopo i fatti, in una foto di oggi fornita dal commissariato locale, 14 aprile 2015.
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Finalmente il merito verrà premiato. Giusto valutare gli insegnanti

Ho insegnato per più di 35 anni nella scuola, era ora che si facesse qualcosa per valorizzare il merito. Lo stipendio di un docente non può essere legato solo all’anzianità. Capitava che docenti “anziani”, privi di spirito innovativo, refrattari agli aggiornamenti, prendessero di più di docenti giovani che si impegnavano, si aggiornavano e facevano innovazione. Io insegnavo Elettronica, pensate a quanto occorre fare per tenersi aggiornati.

I Presidi non sono tutti corrotti ed inclini al nepotismo, come qualcuno vorrebbe farci credere per dare adito alla sua contrarietà alla riforma, e nemmeno così imbecilli da favorire i più incapaci. La verità è che i docenti non vogliono essere valutati, mentre la valutazione è nell’ordine naturale delle cose, come loro valutano gli allievi è giusto che anche per essi stessi siano valutati. Non serve essere super competenti per verificare l’operato di un docente, ci sono alcune competenze o meglio metacompetenze che emergono subito agli occhi anche del più inesperto, la capacità relazionale, il saper tenere ed organizzare un gruppo classe, la serietà e trasparenza nella valutazione, l’aggiornamento disciplinare, il sapersi rapportare con i genitori e con il gruppo dei colleghi. Gli allievi quasi sempre sono i migliori giudici dei loro insegnanti, al di là delle singole valutazioni personali espresse dal docente sul loro andamento scolastico, sanno valutare correttamente l’operato dei professori.

Ad un docente non si chiede di essere il “migliore” nel suo campo, ma un serio professionista che insegni la difficile arte dell’imparare ad imparare, è come un allenatore che non deve per forza essere migliore dell’atleta che allena.

 

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