I bambini ci guardano

Mondo
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Anche questa foto è un urlo, indigna, commuove, condanna, sferra un pugno nello stomaco del mondo

Come per Aylan, noi continuiamo a sperare che anche la potenza di una immagine possa fermare la potenza delle bombe e segnare un limite alla follia umana. Che di fronte al piccolo Omran, cinque anni, estratto vivo dalla sua casa bombardata, coperto di sangue e di polvere di cemento, sotto schock e con lo sguardo perso nel vuoto dentro l’ambulanza, ma lui almeno fortunatamente sopravvissuto, accada qualcosa.

Il minimo, come supplica da giorni l’Onu, solo una tregua, solo di due giorni. Sembra la luna. Di tregua se ne parlerà, ha fatto sapere ieri un generale di Putin, forse la prossima settimana. Nel frattempo il mondo continuerà ad assistere in diretta ad una catastrofe umanitaria senza precedenti. E i bambini di Aleppo guarderanno il mondo chiedendosi: perché? Già difficile spiegare ai più piccoli perché finora gli eserciti in campo non sono riusciti a sospendere combattimenti e bombardamenti ma sono invece riusciti a far sospendere l’attività della task force umanitaria dell’Onu.

Ma cosa deve ancora accadere per fermare uno dei più feroci esempi di disumanità, e permettere l’arrivo di medici e medicine, cibo e acqua, e il ripristino di servizi fondamentali, una notte tranquilla? E dire che siamo nel tempo dei Giochi! Ameno un tempo antico si rispettava la tregua olimpica, durante le gare cessavano le guerre e anche al peggior nemico si dava tempo per raccogliere feriti, seppellire e piangere i morti, prendere misure igieniche, agevolare trattative. Nella trappola di Aleppo sono almeno 130 mila i bambini sulla linea del fuoco. E quella di Omran è solo l’ultima immagine drammatica simbolo della disumanità e dell’is tinto primordiale alla carneficina continua, alla strage di civili incolpevoli. Siamo sopraffatti e assuefatti dalla continua offesa alla vita, e l’impressione è che tanti girino ancora la testa dall’altra parte.

I tanti carnefici colpiscono ormai non importa chi e dove, uccidono nel mucchio chi per porre fine al terrore, chi per innescarlo e perpetuarlo, chi per riprendersi i poteri perduti. Ma abbattono anche la felicità di dare un calcio al pallone o sorridere dall’altalena. Troppi bambini continuano a morire per le guerre dei grandi o perché in fuga dalle guerre dei grandi. E nel 2016 bisogna sapere che la più grande bara del mondo, quella liquida del Mediterraneo, ha già risucchiato quasi un migliaio di corpicini. Una mattanza. Una strage di futuro. Abbiate pietà almeno per i bambini.

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