La campagna HeForShe: nuovi percorsi per l’eguaglianza di genere

Diritti
tumblr_nsa3xrUWLg1s9rx9zo1_1280

Per la prima volta dieci aziende leader in settori diversi censiscono e rendono pubblici i dati sull’equilibrio di genere dei loro dipendenti

A poco più di un anno dal suo lancio su scala globale, la campagna HeForShe, fortemente voluta da UN Women per invitare uomini e ragazzi a impegnarsi per l’eguaglianza di genere, ha segnato un’importante tappa lo scorso 22 gennaio a Davos, nel corso del meeting annuale del World Economic Forum.

La cittadina svizzera ha infatti ospitato la presentazione del report sulla presenza di uomini e donne all’interno di dieci aziende leader, i cui Ceo hanno scelto di essere “paladini” di HeForShe – insieme a dieci capi di stato e di governo e dieci rettori di prestigiose università reclutati da HeForShe attraverso le iniziative IMPACT 10x10x10 nel corso del 2015.

HeForShe è una campagna che mi sta particolarmente a cuore, e alla quale ho dato il mio sostegno con l’iniziativa dello scorso 15 dicembre in Senato, perché punta al centro della rivoluzione che è necessario fare per raggiungere l’obiettivo di UN Women della parità di genere entro il 2030: chiamare gli uomini all’impegno e all’azione – non solo gli uomini in posizioni apicali, ma ragazzi e uomini di ogni età e ruolo – nella convinzione che sostenere i diritti delle donne ha certamente un valore in sé, ma rappresenta anche un potente strumento per migliorare la vita di tutte e di tutti.

La grande novità del report presentato a Davos è che per la prima volta dieci aziende leader in settori diversi (AccorHotels, Barclays, Koç Holding, McKinsey & Company, PricewaterhouseCoopers, Schneider Electric, Tupperware Brands, Twitter, Unilever e Vodafone) censiscono e rendono pubblici i dati sull’equilibrio di genere dei loro dipendenti in funzione di alcuni parametri chiave: l’azienda in generale, la “senior leadership”, il Cda e le nuove assunzioni. È un’operazione di trasparenza che dà prova dell’impegno assunto, e che permette alcune considerazioni importanti. I dati mostrano infatti che nelle dieci aziende in questione – che pure superano le medie globali – permane un divario profondo tra la presenza delle donne in generale (39,7%) e quella nelle posizioni dirigenziali (che va dall’11 al 33%).

Questa iniziativa, come ha giustamente detto nel suo discorso di apertura la Direttrice Esecutiva di UN Women Phumzile Mlambo-Ngcuka “riconosce non soltanto che puntare all’eguaglianza di genere è la cosa giusta da fare, ma anche che le aziende con la più alta rappresentanza di donne negli organi esecutivi e in generale in diverse posizioni esecutive possono ottenere migliori performance e competere molto meglio delle loro omologhe”.

A Davos c’era anche l’infaticabile ambasciatrice di buona volontà di UN Women, la giovane attrice Emma Watson. Con la schietta concretezza che la contraddistingue, ha osservato che la piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che potrebbe provocare una crescita del PIL di 28.000 miliardi di dollari in dieci anni, sarebbe “la spinta più grande per l’economia”.

È dunque un obiettivo su cui è necessario impegnarci oggi più che mai, donne e uomini, perché – come afferma lo slogan di HeForShe – “ciò che condividiamo è più forte di ciò che ci divide”.

 

Vedi anche

Altri articoli