Grillo tenta “la mossa” ma i cittadini non si faranno ingannare

Costi della politica
Il leader del M5S Beppe Grillo in tribuna durante la discussione generale sulla proposta di legge sulla riduzione delle indennità dei parlamentari nell'aula di Montecitorio, Roma, 25 ottobre 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Sono esterefatta della bassezza messa in atto dal M5S, facinorosi demagoghi, buoni solo ad aizzare i “peggiori ” istinti della piazza

Ed ecco che, come sempre puntuale, il leader del Movimento pentastellato cerca di distogliere l’attenzione dai temi referendari con l’improvvisa proposta di riduzione stipendio ai parlamentari, artatamente progettata.

La proposta resa nota dalla Lombardi prevede che l’indennità passi da 5000 a 2500 euro mese, praticamente dimezzata. Ma ella dimentica i rimborsi, che rimarranno così intatti. E che riduzione sarebbe questa? Diciamolo: la solita “furbata” riuscita proprio male.

Vogliamo parlare dei rimborsi che percepisce Gigginiello Di Maio, che arrivano ad oltre 10000 (Diecimila!) euro al mese o rimborsi pari a 9000 ( Novemila!) di cui, ad esempio, ha goduto Alberto Airola come rimborso cene? Come al solito, senza avere spessore politico, ma solo reminiscenze da palco, si cade nel populismo più becero, si inneggia alla rivoluzione,anche se molto poco ascoltata a quanto pare, tanto che fuori Montecitorio si contavano poco più di 50 persone. Ma tutto fa brodo, giusto Grillo?

Basta ingannare i cittadini e parlare al loro malessere. Sarebbe questa la vostra grande battaglia per ridurre i costi della politica? Richiamare alla sommossa popolare per diminuire la busta paga di un deputato di soli 2500 euro?

Perchè non legare, invece, l’indennità ed i rimborsi alle presenze effettive del deputato in Parlamento, come proposto dal Presidente Renzi?

E poi, parlando di costi della politica, non è molto più incisivo e radicale il taglio che potremmo realizzare se i cittadini voteranno il SI alla “riforma”?

Preme, ed è doveroso ricordare, che 300 senatori saranno così eliminati e non avremmo più a carico la loro indennità perché chi andrà a sostituirli, e cioè i consiglieri regionali e Sindaci, saranno già pagati dalle rispettive Regioni di appartenenza.  Senza dimenticare che anche gli stipendi dei Presidenti e consiglieri regionali saranno riparametrati pari a quello del Sindaco del Comune capoluogo. Questo perché non è più pensabile- come dice Renzi stesso- che un Presidente regionale od un Consigliere possa continuare a percepire più del Presidente Obama.

Grillo oggi tenta “la mossa” della riduzione unicamente per distogliere l’attenzione popolare dal #referendum. La richiesta di un referendum propositivo e leggi di iniziativa popolare più riduzione dei costi della politica, da loro avanzata, è stata accolta. Infatti la Riforma costituzionale accoglie questi punti, e c’è chiara disponibilità ad andare oltre e vendere cosa è ancora possibile fare. Ma al fine di evitare di entrare nel merito della Riforma, egli propone quanto di più populista poteva escogitare: dimezzare lo stipendio parlamentare a tutti senza toccare i rimborsi, che sappiamo essere la vera linfa dei parlamentari a 5 stelle.

E poi, come cittadina ed elettrice, io mi chiedo e vi chiedo,  come sarebbe possibile poter ricoprire cariche governative potendo contare solo su rimborsi ed uno stipendio pari ad un funzionario di un ente pubblico? Chi mai lascerebbe il proprio posto di lavoro, dove magari svolge un ruolo apicale con stipendi ben più alti, per l’impegno parlamentare? E’ vero, la politica si fa per passione, ma non è affatto una missione. Con tutto il rispetto del caso, le missioni sono ben altro!

La prima cosa in assoluto che un parlamentare deve fare è rispettare il mandato dei cittadini ed essere presente sul luogo di lavoro- come dice il sen. Marcucci- e saranno i cittadini a decidere se riconfermare o meno il politico.

La politica non deve arricchire, ed è corretto, ma non deve certo far retrocedere la qualità della propria vita. Il rischio quale sarebbe? Quello di non vedere più nelle liste, perchè non più disponibili, professionisti o comunque esponenti del mondo culturale e lavorativo, di alto spessore.

E chiedetevi cosa accadrebbe. A che livello potremo scendere.

Sono esterefatta, proprio come cittadina italiana, della bassezza messa in atto da questi facinorosi demagoghi, buoni solo ad aizzare i “peggiori ” istinti della piazza. E sarà tardi, quel giorno che lo stesso popolo, illuso con facili ed allettanti promesse, scoprirà di essere caduto in un pericoloso tranello. E poi, tirare in ballo il Papa………

 

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