Per favore, quando parlate di Grillo e del Movimento 5 Stelle, lasciate in pace i giacobini

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I giacobini sono stati il frutto di un contesto storico definito, la loro azione rispondeva a delle esigenze concrete, mentre il Movimento 5 Stelle non è un partito rivoluzionario, non suscita alcuna volontà collettiva

In un articolo apparso su L’Unità.tv lunedì 26 settembre, il giornalista Alex Minissale ha tentato di individuare le cause della radice autoritaria e intollerante presente nel M5S. Nell’articolo viene fatto un parallelismo tra i grillini di oggi e i giacobini del 1789 e sembra che proprio l’ideologia di quest’ultimi abbia “contaminato” il movimento: nell’articolo il delirio di Beppe Grillo viene definito «simil-giacobino». Posso capire le esigenze giornalistiche, che molto spesso impediscono di elaborare un’analisi profonda, ma affrontare dei temi importanti con una dose minore di superficialità sarebbe quantomeno auspicabile.

Sono un lettore affezionato de L’Unità e so quanto il giornale sia impegnato nel promuovere la cultura storica; è per questo che ho sentito l’esigenza di scrivere queste poche righe. Non è tollerabile che i rivoluzionari francesi, che hanno consentito alla Francia di uscire dal feudalesimo e dall’assolutismo monarchico, possano essere paragonati ai grillini.

I giacobini sono stati il frutto di un contesto storico definito; la loro azione rispondeva a delle esigenze concrete, che possono essere comprese solo all’interno di quella determinata situazione storico-sociale. Il giacobinismo non può essere utilizzato come concetto limite per identificare ogni atto politico violento e radicale. Il Movimento 5 Stelle non è un partito rivoluzionario, non suscita alcuna volontà collettiva, non possiede una visione complessiva della società e il nostro Paese non è governato dall’aristocrazia nobiliare del XVIII secolo, ma si fonda su di un sistema democratico, di ispirazione liberare, che anche i giacobini hanno contribuito a far nascere in Europa.

I giacobini furono dei politici energici, che non esitarono a ricorrere alla violenza, ma lo fecero in una realtà storica lontana anni luce da quella attuale e dobbiamo ricordare che è stato grazie a loro se in Europa si diffusero i valori di uguaglianza, libertà e fraternità. Non c’è dunque alcun nesso tra giacobini e grillini, così come l’ideologia che abbraccia il Movimento 5 stelle non può essere in alcun modo identificata con il giacobinismo. Il giacobinismo, rendendo l’uguaglianza un valore assoluto, ha consentito di abbattere i muri razziali e i pregiudizi nei confronti degli abitanti delle colonie, inoltre l’azione dei giacobini ha dato il via ad una fase di grandi progressi storici e sociali.

Il Movimento 5 Stelle non fa altro che suscitare e assecondare gli impulsi peggiori di una collettività divisa e ha dei caratteri distruttivi, che gli impediscono di possedere un’idea complessiva di società. L’odio che nutre il Movimento 5 Stelle si fonda sull’ignoranza e sul nichilismo di chi vorrebbe distruggere il “vecchio” senza però avere la capacità di costruire il “nuovo”, riproponendo un paradigma antico, che da sempre caratterizza una destra reazionaria e “sovversiva”. I giacobini, invece, riuscirono a coinvolgere e unificare le masse popolari e agrarie in un movimento progressivo storicamente necessario. Spero che queste mie precisazioni, prive di ogni intento polemico, possano essere utili.

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