Grillo falsifica anche il Financial Times

M5S
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A leggere il suo blog, il quotidiano britannico avrebbe definitivamente sdoganato il M5S. Invece si scopre che la notizia è completamente falsa

Il Financial Times: “Il Movimento 5 Stelle è maturo per il governo”. Questo è il titolo di un post del 30 dicembre sul blog di Grillo, che rilancia un’intervista sul Financial Times di James Politi a Luigi Di Maio. Detto così, è evidente che quello che per l’occasione il blogger definisce come “uno dei quotidiani più autorevoli e letti al mondo” ha definitivamente sdoganato il M5S. Il post continua con quella che viene presentata come la traduzione letterale dell’articolo: “Il MoVimento 5 Stelle è maturo. Un partito dal passato eccentrico si reinventa come seria alternativa a Renzi”.
Insomma, sembra che il M5S sia davvero un’alternativa che il mondo dell’economia e della finanza internazionale deve prendere sul serio. La notizia ha del clamoroso e sembra incredibile a chiunque abbia una qualche conoscenza di quell’impasto di populismo e ignoranza assoluta delle questioni economiche che è il M5S.  Viene voglia di verificare e leggere cosa ha veramente scritto il Financial Times. Si scopre così che la notizia è falsa. E’ falso il titolo ed è falsa la traduzione dell’articolo.
Cominciamo dal titolo. Quello vero è:  “Italy’s Five Star Movement wants to be taken seriously”. Che si traduce come
“Il M5S vuole essere preso sul serio”. Nulla a che fare con “Il M5S è maturo per il governo”, un falso che suggerisce al
lettore che questo è il giudizio del giornale, non la mera aspirazione del M5S. Proseguendo, il sottotitolo dice: “Protest group has come a long way since its eccentric start and is now the country’s second party”. Insomma hanno fatta molta strada rispetto alle loro origini eccentriche, il che è già un bel riconoscimento, vero o no che sia. Ma sentite la traduzione italo-grillesca: “Il M5S è maturo. Un partito dal passato eccentrico si reinventa come seria alternativa a Renzi”.  Un altro falso evidente. Da nessuna parte il FT definisce maturo il M5S e da nessuna parte lo presenta come “serio”.
L’attacco dell’articolo è: “When the populist Five Star Movement burst into Italian politics in 2009…”. Nella traduzione grillesca, la qualificazione “populist” magicamente sparisce. Quella sì  era l’opinione del giornalista: il M5S è irrimediabilmente “populist” anche se, più oltre,  Di Maio, ma non Politi, afferma che “il M5S non è una tossina populista, ma un antidoto”. E lo argomenta dicendo “Noi siamo i portavoce naturali dei cittadini”, che è il più populista degli argomenti possibili. Loro sono i portavoce “naturali”, gli altri eletti non sono legittimi rappresentanti del popolo, ma degli abusivi. I 5S non sanno nulla di economia, ma nemmeno conoscono l’ABC della democrazia. Si possono dare una spoleveratina,  “con un look elegante e toni moderati” come dice Politi, ma rimangono sempre irrimediabilmente “populist”. E sul punto al lettore del FT non  rimane l’ombra di un dubbio. Anche perché, quando si arriva al programma, l’articolo enuncia “pochi pilastri chiave”: lotta alla corruzione, ambientalismo e un referendum sull’Euro. Roba che il lettore del Financial Times rimane esterrefatto: come mai non ci avevamo pensato prima?

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