Grillini ridicoli sull’ “ordigno”, basta con questo teatro

M5S
Da sinistra Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico in un fermo immagine preso dal video in diretta streaming sulla pagina Facebook dello stesso Roberto Fico. Roma, 12 gennaio 2016. ANSA/ FACEBOOK ROBERTO FICO +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

Dichiarazioni altisonanti ma dopo il falso allarme non una parola

Chi come me è nata e cresciuta in una terra in cui, quasi ogni mese, siamo abituati a leggere di un’auto incendiata, di un negozio saltato in aria o di proiettili fatti recapitare al malcapitato di turno, sa bene che ogni volta che sui giornali si trova la parola “bomba”, “intimidazione” o “attentato” bisogna prestare massima attenzione.

E’ quello che ho fatto alla notizia dell’ “ordigno” recapitato a Daniele Frongia, vicesindaco di Virginia Raggi.

Così, comincio da subito a cercare notizie in merito, e nel frattempo leggo i vari Grillo, Di Maio, Di Battista e la stessa sindaca scrivere accorati appelli del tipo “non ci fermerete”, “è segno che stiamo dando fastidio”, “restiamo tutti uniti contro la criminalità”.

Mi convinco sempre di più della gravità della vicenda, pensando che sì, questi del M5S sono spesso sopra le righe, fuorvianti e tendenti alle bufale, ma mai al mondo si sognerebbero di scherzare su un fatto del genere.

Leggo, ed alla fine trovo la smentita della Questura di Roma: “Nessun ordigno, si trattava di un oggetto formato da 3 pile legate insieme da un filo, poggiate sul davanzale di una finestra”.

Rimango sconvolta.

Controllo e ricontrollo i siti dei capi 5 stelle, per cercare una smentita, una frase di scuse per il procurato allarme infondato.

Nulla.

La notizia resta quella dell’ordigno a scopo di intimidazione.

Il primo impatto è il sorriso di ilarità. E la mente vaga ad un nuovo boicottaggio grillino contro la Duracell o ad un’accusa nei confronti delle lobby delle ricaricabili o delle usa e getta.

Ma poi il sorriso si spegne.

Più o meno quando si iniziano a leggere sotto ognuno di questi comunicati, pubblicati sui vari social network, una serie di commenti del tipo: “sconfiggeremo la mafia”, “siamo più forti di chi vuole fermarci con la morte”, “siamo come Falcone e Borsellino”.

E no ragazzi, no davvero. Fermatevi.

Non si può scherzare con la dignità e l’onore di chi è morto per mano mafiosa, di chi ogni giorno vive con il terrore di essere vittima, per l’ennesima volta, di minacce e persecuzioni reali.

Non è tollerabile che si utilizzi, con così tanta leggerezza e superficialità, la parola “intimidazione”, magari per distogliere l’attenzione dai proprio guai politici o semplicemente per autocelebrarsi.

Il nostro Paese ha vissuto e vive l’orrore della criminalità organizzata, che annienta, distrugge e uccide.

Abbiamo perso troppe donne, uomini e bambini per questo.

E la politica, se vuole essere degna di essere tale, ha il dovere di lottare seriamente contro questo maledetto cancro.

Perciò, vi prego, gli show da teatro comico teneteli per voi. Noi non ne sentiamo minimamente il bisogno.

Vedi anche

Altri articoli