Grillini a pezzi: il boomerang della campagna sull’onestà

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Caduta la foglia di fico appare evidente l’incapacità del loro personale politico

Il Movimento 5 stelle ha vinto le elezioni, fra il 2012 e il 2015, in 17 Comuni. In tre di questi il sindaco è stato espulso e le giunte hanno dunque perso il bollino della Casaleggio Associati srl: Marco Fabbri, sindaco di Comacchio (Ferrara), è stato buttato fuori per essersi candidato alla Provincia; Domenico Messinese, sindaco di Gela (Caltanisetta), per aver sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Eni; Rosa Capuozzo, sindaca di Quarto (Napoli), ricattata da un suo consigliere per un abuso edilizio, per non essersi dimessa dopo l’apertura di un’inchiesta su presunte infiltrazioni camorristiche.

Nei 14 Comuni rimanenti la situazione è a dir poco critica. A Pomezia (Roma) il sindaco Fabio Fucci ha prorogato l’appalto per la gestione dei rifiuti e la pulizia urbana con una società “partecipata” della Coop 29 giugno di Salvatore Buzzi e nel cui consiglio di amministrazione sedeva Alessandra Garrone, la compagna di Buzzi. Civitavecchia (Roma) è a rischio dissesto, sebbene il sindaco Antonio Cozzolino abbia portato Irpef e Imu all’aliquota massima: e quando l’opposizione ha presentato una diffida contro di lui per una gara d’appalto, ha chiesto al Prefetto la sospensione di tutti i consiglieri.

A Ragusa il sindaco Federico Piccitto e la sua giunta si sono aumentati lo stipendio, fra le proteste degli attivisti (qui la rettifica del Comune di Ragusa); tre consiglieri hanno lasciato la maggioranza e due assessori si sono dimessi: l’assessore alla Cultura Stefania Campo ha lasciato l’incarico dopo l’assunzione del marito in una ditta convenzionata con il Comune, mentre quello al Bilancio, Salvatore Martorana, ha abbandonato la maggioranza.

A Bagheria (Palermo) un servizio delle Iene ha documentato gli abusi edilizi del sindaco Patrizio Cinque e dell’assessore all’Urbanistica Luca Tripoli: il secondo si è dimesso, il primo resiste. Intanto il collegio dei revisori dei conti ha documentato un possibile danno erariale per l’affidamento diretto della raccolta rifiuti, gli incarichi e le consulenze ritenute superflue. Mario Puddu, il sindaco di Assemini (Cagliari), ha minacciato di «spaccare le ossa» ad un blogger reo di aver denunciato il raddoppio della Tari, peraltro annunciato da un comunicato ufficiale.

A Porto Torres (Sassari) la capogruppo Paola Conticelli è stata espulsa perché fidanzata con un giornalista, mentre il sindaco Sean Christian Wheeler è stato oggetto di un’interrogazione parlamentare per aver dato il via libera a esercitazioni militari nell’area industriale Syndial, una delle più inquinate della Sardegna, e di cui il M5s aveva promesso il risanamento.

Ultimi in ordine di tempo, ma primi per importanza, il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, sotto inchiesta per il dissesto dell’azienda dei rifiuti, e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, indagato con l’assessora alla Cultura Laura Ferraris per abuso d’ufficio. Fra avvisi di garanzia e dissesti finanziari, espulsioni a raffica e dimissioni forzate, regole non rispettate e minacce, scandali e scandaletti, i Comuni grillini nei guai sono 11 su 17.

Che in alcuni casi siano stati rilevati dei reati e in altri no, non fa differenza: il garantismo impone la presunzione d’innocenza, ma la politica richiede una disamina severa delle cose fatte (o non fatte). Se il Pd governasse nello stesso modo e con le stesse proporzioni, ci sarebbero in Italia più o meno tremila giunte nei guai. La ridicola e volgare campagna sull’“onestà” si è trasformata in un boomerang letale: ma il problema che deve affrontare la Casaleggio Associati srl è un altro. Venuta meno la fragile foglia di fico dell’onestà, appare in tutta la sua evidenza la desolata incapacità del personale politico grillino: e questo è molto più grave di un avviso di garanzia.

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