Greenpeace contro tutti. Anche contro i Nobel

ControVerso
riso

Ma Greenpeace non è nuova a veri e propri svarioni scientifici. Temo che all’associazione la coerenza scientifica interessi poco

Ben 107 premi Nobel, sui meno di 300 che sono attualmente in vita, hanno firmato una lettera a governi e autorità mondiali contro Greenpeace. Praticamente la maggior parte dei Nobel che si occupano di materie mediche e biologiche.

Argomento del contendere gli Ogm (Organismi geneticamente modificati) e in particolare il cosiddetto Golden Rice, una varietà di riso ottenuta tramite una variazione genetica prodotta in laboratorio, che rende il riso capace di sintetizzare la vitamina A. Di cui sono invece estremamente carenti le popolazioni che hanno diete basata sul riso, in pratica quasi tutta l’Asia.

La mancanza di vitamina A produce conseguenze assai gravi sulla salute umana, fra cui la cecità infantile che si calcola colpisca ogni anno circa mezzo milione di bambini sotto i 5 anni. L’atto di accusa degli scienziati contro Greenpeace è durissimo e l’azione di contrasto della famosa organizzazione ambientalista viene definita “un crimine contro l’umanità”.

Ma Greenpeace non è nuova a questi veri e propri svarioni scientifici. Negli anni ’80, per esempio, diede vita ad una campagna contro il cloro, la cui funzione sia nella potabilizzazione delle acque (che ha salvato milioni di vite umane dal tifo e dall’epatite), sia come componente di numerosi medicinali, è positivamente e universalmente riconosciuta.

Ma, temo, a Greenpeace la coerenza scientifica interessi poco. Greenpeace è infatti fondamentalmente una società di comunicazione, che si finanzia grazie ai soldi dei donatori sulla base delle diverse campagne che lancia. Non è democratica, non tiene congressi “democratici” e nessuno elegge nessuno. Si entra a farne parte, anzi si viene assunti, solo per cooptazione. Non esistono “iscritti” a Greenpeace. Per avere successo deve lanciare battaglie “simboliche” emotivamente sempre più rilevanti . Mai Greenpeace potrebbe smettere la sua battaglia contro gli Ogm. Nemmeno di fronte alle chiare evidenze scientifiche presentate dai Nobel. Verrebbe meno una delle fonti maggiori delle sue entrate.

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