Good News. I giornali? Praticamente un’opera d’arte

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La mostra, “And Now the Good News” parla dell’incontro tra mondo dell’arte e quello della carta stampata

Il giornale non è stato, nella sua lunga vita, solo la preghiera del mattino, un contenitore di notizie o un mezzo di alfabetizzazione delle masse e di battaglie sociali e politiche. È stato, anche, un grande mezzo di supporto artistico. Dall’Ottocento a oggi ha testimoniato la fertilità dell’incontro tra il mondo dell’arte e quello della carta stampata, tra giornalismo e mondo del pensiero. Lo dimostra la grande mostra, “And Now the Good News”, che si è aperta due giorni fa a Lugano, al Museo d’arte della Svizzera italiana, che resterà aperta fino a ferragosto.

Curata da Elio Schenini e Christoph Doswald, presenta al pubblico una selezione di oltre trecento opere, tra dipinti, disegni e collage provenienti dalla Collezione Annette e Peter Nobel. “Le trecento opere esposte dimostrano la fertilità dell’incontro tra testo e immagine, tra arte e carta stampata”, dettagliano i curatori. E’, infatti, dalla seconda metà dell’Ottocento che articoli e immagini s’intrecciano sulle pagine del giornale stampato, scandendo il ritmo della nostra quotidianità. Anno dopo anno, riferiscono di fatti e di gusti, narrano vicende personali e il loro intrecciarsi con la grande storia. I movimenti artistici del primo Novecento non a caso hanno trovato nel giornale una delle forme nelle quali esprimersi. Il giornale che oltre a contenere le notizie diventa uno dei luoghi privilegiati in cui sperimentare i linguaggi e sostenere la battaglia delle idee.

La straordinaria raccolta riunita, dagli anni Ottanta, dai coniugi Nobel, prende avvio dalle opere di esponenti del cubismo, del Dadaismo e del Surrealismo, per poi proseguire con i rappresentati delle neoavanguardie degli anni Sessanta e del panorama artistico contemporaneo. Basta leggere i nomi degli artisti esposti per comprendere meglio questo percorso: Hans Arp, Alighiero Boetti, John Baldessari, Georges Braque, Olaf Breuning, Joseph Beuys, Christo, Alberto Giacometti, Gilbert & George, Ryan Gander, Candida Höfer, Alfredo Jaar, On Kawara, William Kentridge, Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Barbara Kruger, Robert Longo, Olaf Metzel, Joan Miró, Vik Muniz, Willem de Kooning, Antoni Muntadas, Sigmar Polke, Richard Prince, Robert Rauschenberg, Kurt Schwitters, Roman Signer, Rirkrit Tiravanija, Wolfgang Tillmans, Rosmarie Trockel, Kelley Walker, Andy Warhol. Da non perdere, specie per chi ama l’arte e chi s’interessa di media.

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