Gli indignati della domenica

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ANSA/CLAUDIO PERI

Il grillismo dilaga da tutte le parti

Professionisti dell’indignazione additano Luca Lotti che accusa D’Alema di essere mosso solo da astio personale per non aver ottenuto “una poltroncina”.

Ma lo fanno senza tenere in nessun conto il fatto che l’ex-Premier, come un grillino qualunque, sta sostenendo che i “cittadini non si faranno imbrogliare” dal quesito referendario.

L’accusa di “astio da mancata poltroncina” è dunque degrado politico, quella di “governo che intende imbrogliare gli elettori” è invece un ponderato giudizio.

Ma la lista è lunga. Il “Renzi che sembra un bambino autistico” dell’intellettuale Corradino Mineo, la “Boschi trivellata dai magistrati” di Travaglio, “l’ebetino di Firenze”, “il menomato morale” di Grillo. Tra i seguaci del comico il campionario è infinito.

In tutti questi e in altri innumerevoli casi, tranne pochissime eccezioni, il silenzio assoluto.

Niente indignazione, nessuna dotta elencazione delle virtù perdute, nessun appello solenne alla ragionevolezza. Niente di niente. Al limite, qualche timido e svogliato comunicato di dissenso. Giornali, social e siti web sono alla portata di tutti. Basta verificare personalmente. Anche in questo caso la lista è senza fine.

Dignità dal malato, della donna, della persona in generale, improvvisamente declassate da parte di chi si è sempre eretto a paladino del civismo.

Un atteggiamento quantomeno coerente con la minimizzazione prossima alla negazione, con la quale sono state accolte leggi come quella sulle unioni civili. Ancorché incompleta, si è trattato di una legge che ha fortemente aumentato i diritti.

Ebbene, da alcuni “big” del partito, solitamente prodighi dispensatori di critiche e proverbi contro ogni respiro del mai accettato segretario, nemmeno una parola. Salvo poi dire sbrigativamente che “erano anche nel programma del 2013”.

Per questa e per altre questioni si pretende fede per proposte che erano nel programma e si negano meriti per proposte realizzate.

Eh sì, il grillismo dilaga.

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