Gli eroi di Rischiatutto, una madeleine proustiana

Televisione
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Da Inardi a Bottesini, i ricordi di alcuni grandi campioni del quiz di Mike

Come unico testimone di Rischiatutto nella redazione di Unità.tv passo in rassegna alcuni degli eroi di quella fortunatissima trasmissione che all’epoca, primi anni Settanta, teneva inchiodati ogni giovedì sera alla tv noi bambini e anche genitori, zii e nonni (all’epoca le famiglie contavano rappresentanti di almeno tre generazioni).

Non mi dilungo, perché si cadrebbe nell’ovvietà, sull’Eroe, cioè Mike. Mike forse raggiunse proprio con il Rischiatutto il punto più alto della sua arte. Se n’è parlato tanto. Senza Bongiorno non vi sarebbe stato Rischiatutto, senza dubbio. Mike era dalla parte dei concorrenti, li incoraggiava quando annaspavano, li sgridava quando si deconcentravano, litigava col notaio per sostenerne la causa, era galante con le donne e rispettoso e “amico” dei concorrenti uomini. In questo, era il Rappresentante del Popolo, il Giusto, il Buono. Così lo vedevamo.

Il Cattivo era ovviamente il Notaio, il Signornò Ludovico Peregrini – sarà  anch’egli della partita faziesca – quello che davanti alle controversie rispondeva immancabilmente: “Purtroppo non possiamo accettarla”.

Gli eroi-concorrenti che ricordo più chiaramente sono questi.

1) Massimo Inardi, il più grande, il più preparato sulla sua materia (la musica classica) ma bravo anche sulla cosiddetta attualità (le domande del tabellone), simpatico ma anche distinto. Un uomo in apparenza gioviale ma come se avesse qualcosa di indecifrabile dentro. Quando “cadde” fu un dramma. Il famoso lapsus che gelò l’Italia. Mi pare fosse una domanda su Mozart (non voglio controllare su Wikipedia, mi affido alla memoria come se Rischiatutto fosse una pétite madeleine personale), e lui disse un numero e poi sbattendosi la mano sulla fronte si corresse subito: no – e disse un altro numero. Ma la frittata era fatta. La prima risposta è quella che conta. E comunque Inardi divenne sinonimo del più bravo di tutti: e che sei, Inardi?, si diceva a scuola.

2) Ernesto Latini, ricordo che era di Monteporzio Catone, vicino Roma, ai Castelli, mi pare fosse tabaccaio. Di sicuro, la sua materia era Dumas. Cosa dice D’Artagnan quando incontra Aramis eccetera eccetera, chiedeva Mike. E lui la sapeva sempre. Era bassetto, con l’accento romanesco, simpatico: che un tabaccaio di Monteporzio Catone sapesse a memoria I tre moschiettieri la trovo, oggi, una cosa bellissima.

3) Giuliana Longari, la più famosa. L’abbiamo vista in tv anche l’altra sera da Fazio, una donna molto fine – allora era una ragazza tutto pepe – esperta di storia romana. pareva incredibile che sapesse dare risposta a quesiti oscuri su un tal console, un talaltro imperatore: eppure era sempre pronta. Fu la prima grande campionessa di Rischiatutto. Aveva un che di sexy (a ripensarci), il che forse è all’origine di quella famosa leggenda metropolitana della frase (fantasma) di Mike; “Signora Longari, lei mi è caduta sull’uccello!”.

4) Andrea Fabbricatore, fiorentino, mi pare dottore o farmacista. Era simpatico, stralunato. Sapeva tutto di geografia, ricordo che in teoria avrei dovuto sapere le risposte ma ne uscivo sempre umiliato. Una sera si presentò con una stana fasciatura che aveva dei fili di ferro perché si era rotto un dito della mano: “Ma che cos’è, una chitarra?”, chiese Mike.

5) La signora Casalvolone, mi pare fosse una bella donna – almeno nel ricordo di un ragazzino così è – e invece non ricordo il nome di battesimo (Annamaria?) né ricordo su cosa rispondesse. Probabilmente il nome mi è rimasto impresso per come la pronunciava Mike, Casalvolone con quella seconda o molto aperta.

6) Enzo Bottesini, e qui si entra nel mito della tv: non tanto per la sua partecipazione a Rischiatutto – dove pure vinse parecchi soldi – ma proprio per il personaggio, Un bel tipo, spigliato. Esperto di subacquea, uno sportivo. Diventato a Rischiatutto un volto molto noto, la Rai lo chiamò per fare da telecronista per l’immersione da record di Enzo Maiorca: e successe uno dei più grandi disastri della storia della televisione italiana. Bottesini, in mare, ostruisce Maiorca che risale e ne dice di tutti i colori. Va rivisto, eccolo.

 

Ecco, questi sono gli eroi che ricordiamo noi. Ma ci furono tanti altri campioni, in quei quattro anni di Rischiatutto, quando l’Italia era più giovane.

Un posto a parte, infine, merita lei, Sabina Ciuffini – la-valletta-che-parla – divenne presto sogno sentimentale e erotico di mezza Italia. Oggi è una bella donna, molto intelligente. Non è cambiata molto, da allora. Almeno lei.

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