Giusto omaggio a Travaglio che oggi usa il “forse”

Il Fattone
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Oggi un tono nuovo e diverso del direttore del Fatto

E’ un peccato che il Fatto anche oggi impieghi la sua prima pagina a seminare paura. “Massima insicurezza: la Polizia senza i giubbotti antiproiettile” non è, onestamente, la notizia del giorno: e spararla in apertura di giornale va al di là della sacrosanta denuncia dei problemi (gravi, annosi, preoccupanti) che affliggono le nostre forze dell’ordine, per tracimare invece in un allarmismo tanto generico quanto psicologicamente devastante.

E’ un peccato, dicevamo, perché oggi Marco Travaglio ha scritto un editoriale di grande interesse. Non tanto per la proposta in sé – rinunciare all’imminente Giubileo in favore di “un Giubileo ‘a distanza’, da celebrare ciascuno a casa propria” per ragioni di sicurezza –, che può apparire ingenua (Roma è comunque meta incessante di pellegrini) e che merita tuttavia di essere discussa, quanto per il tono e le modalità.

Travaglio comincia infatti così il suo articolo: “Sempre nell’ambito di quel cubitale FORSE che deve precedere ogni discorso sulle soluzioni alla guerra, al terrorismo, all’Isis…”, e più avanti precisa: “Non stiamo dicendo con assoluta certezza che va annullato il Giubileo. Non abbiamo né i titoli né le competenze per farlo. Stiamo dicendo che chi ha quei titoli e quelle competenze dovrebbe discuterne seriamente”.

Non so se è la prima volta che Travaglio ricorre al “forse”, e per di più maiuscolo, ma certo gli capita di rado. A me pare una novità importante. I massacri di Parigi ci hanno colti completamente impreparati: non soltanto militarmente ma anche, e soprattutto, psicologicamente.

Non ce l’aspettavamo, e ora non sappiamo che fare. Sappiamo soltanto che la risposta di cui abbiamo bisogno è complessa, articolata, incerta; che le nostre responsabilità sono drammaticamente cresciute; e che la propaganda non ci aiuta. E’ poco, ma a me pare un buon segno: il dubbio, insieme alla curiosità, è il motore della ragione. E la ragione è il bene più prezioso del nostro martoriato Occidente.

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