Perché il successo di Expo 2015 è uno stimolo anche per Roma

Giubileo
The almost empty Decumano, the one and a half kilometer main way of the Milan Expo in Milan, Italy 1 November 2015.  The event, which opened on 01 May 2015 under the banner 'Feeding the Planet, Energy for Life', has attracted a record 21 million visitors.ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

La parola d’ordine per Roma e per i romani è ripartire dopo un 2015 faticosissimo

A distanza ormai di più di un mese dalla chiusura di Expo possiamo parlare di successo e di stimolo non solo per Milano, ma per tutta l’Italia. Prova ne sono due importanti premi attribuiti nei giorni scorsi: l’Ambrogino d’oro per i 5.500 volontari di Expo e l’International High Rise Award per il più bel grattacielo del mondo al Bosco Verticale di Tito Boeri (che ha battuto concorrenze quasi invincibili come quelle di città prestigiose tipo New York o Sydney).

Da un lato, i volontari, uno degli elementi del successo dell’evento: il premio è un encomio per il lavoro che hanno svolto, con passione e serietà perché per fare del bene bisogna farlo bene. Una eredità importante, anche in vista dell’azione che dovranno svolgere, in occasione del Giubileo, i 400 volontari formati dalla Regione Lazio.

Dall’altro, il Bosco Verticale di Tito Boeri: la dimostrazione che è possibile coniugare storia ed innovazione e pensare all’architettura come un’anticipazione del futuro che non dimentica la conservazione e la valorizzazione del patrimonio esistente

 

La forza dei numeri

In un paese normale basterebbero dei freddi dati statistici, numeri e percentuali varie, per rendersi conto del grande successo dell’Expo 2015. Basterebbe snocciolare  un  semplice elenco che parte dai 21,5 milioni di visitatori da 140 Paesi in 184 giorni; 54 padiglioni costruiti dai Paesi, e 9 cluster per radunare (per la prima volta) 70 Paesi intorno ad alcuni alimenti simbolo: riso, cacao, caffè, frutta, spezie, grano.

Potremmo continuare con la presenza di  60 Capi di Stato e le 300 visite istituzionali, oppure parlare dei 20 mila lavoratori assunti per i sei mesi dell’esposizione affiancati da 8 mila  volontari che – a titolo gratuito e per un massimo di due settimane ciascuno – hanno operato sul sito espositivo.

E poi ancora: due milioni di studenti con centinaia di gite scolastiche organizzate da scuole provenienti da tutta Italia. Un evento del genere ha avuto anche una organizzazione eccelsa (che speriamo venga ripetuta a Roma per il Giubileo): con le operazioni ‘Expo’ e ‘Strade Sicure’ sono stati 2.300 i militari che hanno partecipato alle operazioni di sicurezza. Chiudiamo con le quasi 30 tonnellate di cibo recuperato  che è stato messo a disposizione del Banco Alimentare.

Expo 2015 dato l’idea che un paese dell’Europa del sud, martoriato da una crisi economica e finanziaria senza precedenti, ce la possa ancora fare con la sua forza, sfruttando al meglio le proprie capacità e le proprie inclinazioni.

 

Una grande opportunità di promozione per le Regioni italiane

Al di là dei numeri, per il Lazio, ad esempio, l’esposizione di Milano ha rappresentato un’occasione fondamentale di sviluppo; attraverso Expo infatti  abbiamo realizzato la più grande operazione di promozione territoriale che sia mai stata fatta nel Lazio. Per dirla con le parole del Presidente Zingaretti abbiamo restituito “una comunità viva, orgogliosa delle proprie identità e capace di dare un proprio contributo di idee e proposte non solo a Expo, ma per aiutare a realizzare in Italia un nuovo modello di crescita. Un patrimonio che ci porteremo dietro nei prossimi anni”.

Ho letto nei giorni scorsi di strampalate polemiche su quanto sia costato il tutto e quanto si sia effettivamente guadagnato, come se operazioni del genere potessero effettuarsi col pallottoliere. Potremo mai sapere con esattezza quanto hanno speso quei 21 milioni di visitatori? Non è forse più importante concentrarsi sul fatto che Milano è ripartita, l’Italia dei produttori e degli agricoltori è ripartita, e ogni territorio grazie ad Expo è riuscito a moltiplicare le iniziative, le feste e l’attenzione di consumatori da ogni parte del mondo?

 

Più salute grazie all’innovazione

Qualcuno ha definito Expo una gigantesca sagra paesana. E’ stato esattamente il contrario: centinaia se non migliaia di start up, il coinvolgimento dei giovani, dei talenti migliori, della creatività.

A settembre, per esempio, come Regione Lazio, per la Conferenza Internazionale Agricolture in an Urbanizing Society, abbiamo accolto a Roma 500 intelligenze provenienti dalle università di tutto il mondo, che hanno sviluppato analisi e proposte concrete sui temi della crescita ambientale ed economica nelle società urbane e rurali. Inoltre il Lazio è tra i leader nel mondo per la ricerca avanzata sull’agricoltura spaziale; vuol dire che grazie all’innovazione possiamo produrre cibi più sani, aiutiamo la ricerca, creiamo sviluppo e opportunità di lavoro per le persone. L’agricoltura e aerospazio sono due temi apparentemente lontani, quasi opposti. Eppure sono due temi che, se messi a dialogo, possono produrre risultati e soluzioni di enorme valore per il sistema economico e sociale.

Insomma, citando Shakespeare, le polemiche intorno ai costi dell’Expo potremmo proprio definirle “tanto rumore per nulla”.

 

L’eredità di Expo per il Giubileo di Roma

Il successo di Expo spiega che se ci impegniamo nessun traguardo è impossibile.

La parola d’ordine per Roma e per i romani è ripartire dopo un 2015 faticosissimo. Una città ingabbiata nei suoi problemi cronici (traffico, trasporti, manutenzione delle strade, spazzatura), una politica spaventata da mafia capitale che reagisce chiudendosi in sé stessa, il rischio di dividere tutto in onesti e disonesti ignorando il degrado, le periferie, la difficile vivibilità di una città diventata una delle aree metropolitane più vaste d’Europa.

Bisogna ripartire dunque, e quasi da zero: quale occasione migliore del Giubileo? Roma che abbraccia pellegrini da tutto il mondo e da tutta Italia, Roma che ritrova il suo spirito accogliente e la speranza…

Speranza, però, che deve essere supportata da fatti concreti. Qualche esempio? La scelta dell’uomo che ha dovuto garantire la sicurezza e la gestione di Milano durante l’Expo, il commissario Francesco Tronca; la scelta di investire duecento milioni di euro per una scossa immediata nei trasporti nel decoro e nella sanità; la Regione che inaugura il rinnovato Pronto Soccorso del Santo Spirito che sarà un servizio importante per i pellegrini, vista la sua ubicazione a ridosso proprio di San Pietro.

Infine, ci dà speranza l’impegno della Regione nella formazione di ben 420 volontari per accogliere e assistere pellegrini in difficoltà soprattutto in occasioni delle grandi adunate. Il progetto – appena completato – si chiama ‘Oltre l’accoglienza, i volontari competenti’ ed è stato presentato sabato mattina con una cerimonia conclusiva alla quale hanno partecipato tra gli altri il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il Cardinale Vicario Agostino Vallini e Mons. Andrea Lonardo, Direttore dell’Ufficio Catechistico del Vicariato di Roma.

“La cosa che mi colpisce di più è la vostra presenza, 400 persone che si mettono a disposizione, offrendo un volto amabile, per un intervento di aiuto e di assistenza, questo non è poco”, ha affermato Vallini. “Aver messo concretamente in movimento un piccolo esercito per il Giubileo della Misericordia che vuole essere la riscoperta del cuore”.

Roma ha bisogno di uno scatto d’orgoglio e  di ritrovare sé stessa e non ci poteva essere occasione migliore per ritrovare l’orgoglio e per sconfiggere la paura, incontrando il mondo e festeggiando il Giubileo.

 

(Nella foto il decumano, dopo la chiusura della manifestazione / Ansa)

 

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