Giù le tasse, finalmente

Economia
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Oggi i tantissimi italiani che posseggono una sola casa dove abitano, si accorgeranno concretamente che non dovranno pagare la Tasi. Altri non pagheranno l’IMU agricola, mentre le imprese stanno avendo i benefici della cancellazione del costo del lavoro dal computo dell’IRAP

Oggi i tantissimi italiani che posseggono una sola casa dove abitano, si accorgeranno concretamente che non dovranno pagare la Tasi. Altri non pagheranno l’IMU agricola, mentre le imprese stanno avendo i benefici della cancellazione del costo del lavoro dal computo dell’IRAP. Si tratta di ulteriori passi concreti, dopo gli 80 Euro dello scorso anno, di un percorso che dovrà portare nell’arco di un paio d’anni la pressione fiscale al di sotto del 40% del PIL, confermando, ed anzi aumentando i sussidi ai più poveri (comprese le pensioni minime). Molti hanno criticato le scelte fatte dal Governo sulla tipologia degli sgravi fiscali. Ma anche i commercianti, che hanno contestato gli 80 Euro perché sono andati solo ai lavoratori dipendenti, dovrebbero ammettere che si è trattato di una misura che ha sostenuto i consumi interni, che infatti stanno aumentando, proprio mentre la crisi di molti paesi sta facendo calare la domanda internazionale. Per quel che riguarda la cancellazione della tassazione sulla prima casa, si è detto che con questa misura si premiano i ricchi e che comunque la tassazione sugli immobili sarebbe opportuna per poter alleggerire quella sul lavoro e sulle persone fisiche. Tutte considerazioni che, in astratto, possono anche apparire ragionevoli. Tuttavia la scelta di puntare sull’IMU-TASI è derivata dal fatto che si tratta di una tassa particolarmente odiata dagli italiani, con effetti depressivi sui consumi e sugli investimenti ben superiori al valore effettivo dell’imposta. Di conseguenza, avendo a disposizione una cifra tra i 3 ed i 4 miliardi, il Governo ha deciso di concentrare le risorse su una tassa ben visibile e capace di sollevare un po’ il pessimistico scetticismo degli italiani sul futuro del paese. Occorre far vedere che le riforme, che pure sono destinate a dispiegare i loro effetti nel tempo, possono dare fin da subito qualche effetto concreto. In altri termini, quello che in primo luogo occorreva fare era cambiare le “aspettative” de gli italiani, infondere maggiore fiducia sulle possibilità di risalire dal baratro nel quale ci siamo cacciati qualche anno fa, e dare qualche dimostrazione concreta dei benefici che possono derivare per tutti dall’implementazione delle riforme.

 

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