Giù le mani da Saviano

Giornalisti
Roberto Saviano in una foto d'archivio. Lo scrittore sara' protagonista alla sesta edizione del Festival internazionale di letteratura e cultura ebraica, che per il terzo anno sara' aperto dalla Notte della Cabbalà sabato 20 luglio, nella zona del vecchio ghetto, tra il lungotevere, il Teatro di Marcello, il Portico d'Ottavia e Via Arenula, 18 luglio 2013. ANSA/FESTIVAL LETTERATURA E CULTURA EBRAICA ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

La lotta a mafie, mafiosi e mafiosetti per l’Unità è motivo di esistenza.

Non è la prima volta che Marco Travaglio ci prova e prende fischi per fiaschi, e non sarà nemmeno l’ultima. Questo giornale non solo è distante mille miglia dall’ennesimo vergognoso titolo sotto il quale ha provato ieri a sventolare presunte accuse de l’Unità contro Roberto Saviano che non stanno né in cielo né in terra ma solo nella sua testa, ma la lotta a mafie, mafiosi e mafiosetti per l’Unità è motivo di esistenza. Non prendiamo lezioni da nessuno, e figuriamoci poi da quel pulpito. Ma non c’è nulla di più imbarazzante che difendersi dal nulla, e ricordare ancora una volta al recidivo Travaglio che per noi Saviano non si tocca. Ha scritto e scrive cose straordinarie, è un protagonista delle battaglie civili, lo scrittore che ha messo per sempre a rischio la sua vita per il coraggio delle sue denunce. Fabrizio Rondolino poteva risparmiarsi quella frase equivoca, quel riferimento («come un qualunque mafiosetto di quartiere») dal quale prendiamo nettamente le distanze, e risponderà lui se crede di farlo, anche se era evidente il riferimento solo all’uso, anzi all’abuso di una metodologia fatta di allusioni che alimentano sospetti che gettano fango sulla vita di persone che non c’entrano assolutamente nulla

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