Sono un giovane giurista, ho letto la riforma e il 4 dicembre ovviamente voterò Sì

Community
scheda-referendum

Ho deciso semplicemente di leggere la riforma senza prestare troppa attenzione agli slogan dei comitati per il Sì e per il No e ho scelto di votare Sì

Il 4 dicembre saremo chiamati ad esprimerci, attraverso il referendum, sulla riforma costituzionale e forse noi non ce ne rendiamo conto ma questa riforma è esattamente la risposta che da anni cerchiamo.

Io sono un laureando in Giurisprudenza e, con gli strumenti che ho provato ad acquisire in questi anni, ho deciso semplicemente di leggere la riforma senza prestare troppa attenzione agli slogan dei comitati per il Sì e per il No.

Ho letto il nuovo Titolo V e finalmente ho trovato l’eliminazione della competenza concorrente tra Stato e Regioni con l’indicazione puntuale di tutte le materie che dovranno essere disciplinate dallo Stato. Questo è un enorme passo in avanti di cui il nostro paese aveva bisogno da tempo; negli anni abbiamo assistito a liti tra il legislatore statale e i governi regionali poi risolte dalla Corte Costituzionale. Questa riforma è la naturale evoluzione di tutte le sentenze che la Corte ha pronunciato dal 2001 ad oggi.

Tutte le volte che abbiamo pensato a che spreco di tempo e denaro fossero tutti quei ricorsi alla Consulta noi, in realtà, stavamo aspettando una riforma costituzionale come questa. E’ evidente, quindi, che quando il quesito referendario ci dice “contenimento dei costi delle istituzioni” non intende solo la “banale” riduzione del numero dei parlamentari perché il risparmio economico e burocratico che offre questa riforma è molto più ampio di quanto qualcuno voglia far credere.

E’ finalmente arrivato il momento di ragionare come paese unito e non come singole entità regionali più o meno piccole; politica energetica, ricerca scientifica e tecnologica, ordinamento scolastico sono solo alcune delle innovazioni proposte nel nuovo articolo 117 ed è evidente che queste materie necessitino di una politica nazionale che renda l’Italia ancor più competitiva.

Per realizzare un progetto del genere è necessario che ci sia una camera composta da governatori regionali che rappresentino le autonomie locali. Un Senato così disegnato lo avevano pensato già molti Padri costituenti, bloccati poi dai compromessi politici del dopoguerra e dell’era post fascista; già nel 1947 si capì, infatti, che sarebbe stato problematico un bicameralismo paritario che avrebbe rischiato di rallentare il processo legislativo.

I Padri costituenti ci avevano visto lungo perché sono anni che ci lamentiamo di un “ping pong” che oggi finalmente trova la migliore delle soluzioni possibili. Io credo che questa riforma offra al nostro paese la possibilità di diventare più moderno, competitivo e con un sistema decisamente più semplice. Credo che questa possibilità stia passando con un treno che, se perso, non rivedremo. Io sono un giovane giurista ma non ci vogliono troppi strumenti per capire che il 4 dicembre non possiamo che votare Sì.

Vedi anche

Altri articoli