Fuochi da spegnere subito

Politica e Giustizia
legge giustizia I verbali dell'udienza nel processo sui diritti tv Mediaset, per i diritti televisivi, al tribunale di  Milano in una foto d'archivio. ANSA / MILO SCIAKY

Certe parole, certi giudizi, certi comportamenti non aiutano la magistratura a mantenere intatti prestigio, autorevolezza, rigoroso profilo di terzietà

Continuiamo a pensare che uno dei problemi principali, nel nostro Paese, sia rappresentato dalla piaga della corruzione. E che, per questo, da combattere siano corrotti e corruttori, non certamente i magistrati. Negli ultimi venti anni non sempre questo è stato chiaro essendosi vissuti periodi nei quali c’erano governi e maggioranze (non di centrosinistra) che non davano sempre questa impressione. Ma la semi-intervista rilasciata al “Foglio” dal consigliere del CSM Piergiorgio Morosini conferma un rischio: certe parole, certi giudizi, certi comportamenti non aiutano la magistratura a mantenere intatti prestigio, autorevolezza, rigoroso profilo di terzietà. I magistrati devono “parlare con le sentenze”. Naturalmente credo sia utile e necessario che gli stessi facciano conoscere il proprio punto di vista su questioni che riguardano la vita pubblica del Paese o il concepimento e la gestazione della stessa attività legislativa.

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