Frank Sinatra e il Patto di Varsavia

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Quando Gorbaciev avvia le sue riforme sostituisce la dottrina Krusciov, poi dottrina Breznev, con una nuova dottrina, che chiama “Sinatra”

Che cosa c’entra Frank Sinatra con il Patto di Varsavia? Molto. Il Patto di Varsavia era nato nel 1955, sulla base della dottrina Krusciov , allora regnante in Unione Sovietica, e comprendeva tutti i Paesi dell’Est europeo nel campo dominato dall’ URSS, secondo i risultati dei trattati di pace, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Dall’ altra parte c’ era la Nato e quando il 6 maggio del 1955 la Germania Ovest entra a farne parte solo una settimana dopo nasce il Patto di Varsavia. È durato fino al 31 marzo 1991 e sono quindi giusto passati 25 anni. Alleanza difensiva secondo i proclami dell’epoca, ma soprattutto alleanza tesa al controllo da parte dell’Urss delle forze militari dei paesi “amici”.

Nessuna guerra fu mai combattuta fortunatamente fra Nato e Patto di Varsavia, a parte la cosiddetta guerra fredda, ma quella è un’altra storia. In compenso il Patto interviene sia in Ungheria nel ‘56 che in Cecoslovacchia nel ‘68 per reprimere con conseguenze drammatiche riforme e tentativi di indipendenza dei due Paesi.

Ma che c’entra Frank Sinatra? Quando Gorbaciev avvia le sue riforme sostituisce la dottrina Krusciov, poi dottrina Breznev, con una nuova dottrina, che chiama “Sinatra” . La canzone forse più famosa di Sinatra recita nel ritornello “I dit it my way”, “l’ho fatto alla mia maniera”. E questa fu l’indicazione di Gorbaciev agli ex Paesi del Patto, che se ne andarono ciascuno per la propria strada. Conseguenza inevitabile dei primi versi della canzone che dicono “E ora la fine è vicina e quindi affronto l’ultimo sipario”. Che sia stato scelto Sinatra per descrivere al meglio quella storia e indicarne la soluzione forse dimostra che almeno il senso dell’umorismo non era completamente morto in quel Paese.

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