Fra playstation e biliardino. La strana coppia Renzi-Orfini

Pd
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è concesso una partita a bigliardino durante il blitz a sorpresa alla Festa dell'Unita' a Roma insieme a Matteo Orfini (D) in una foto twittata dal profilo di Filippo Sensi. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Cosa spinge segretario e presidente del Pd a giocare uno contro l’altro nel bel mezzo di difficili situazioni politiche?

01_FanfaniCosa spinge un segretario e un presidente di un partito a giocare insieme nel bel mezzo di temperie politiche che altrimenti suggerirebbero ben altri pensieri? A cosa pensano un presidente e un segretario di partito quando si dispongono a premere il pulsante della playstation o a scaricare la pallina bianca di un biliardino? Mai prima d’ora si era vista una roba del genere: ve li immaginate Berlinguer e Longo, Moro e Fanfani, Spadolini e Visentini nei panni di Matteo Renzi e Matteo Orfini?

 

panatta-bertolucciEvidentemente siamo davanti a una strana coppia – e qui Jack Lemmon e Walter Matthau non c’entrano niente, piuttosto i Gassman e Trintignant del Sorpasso -, il Matteo Uno più estroso e il Matteo Due più tecnico, secondo una dicotomia che ricorda i Panatta e Bertolucci unici italici vincitori della Coppa Davis, una dicotomia che d’altra parte si snoda lungo secoli di celebri coppie letterarie – Don Chisciotte e Sancho Panza, Bouvard e Pecuchet, Pantagruel e Gargantua (e per evidenti ragioni non diremo mai Otello e Iago) – sempre sul filo teso fra un protagonismo e l’altro.

playstationRenzi&Orfini parlano molto di politica, ovviamente: è il loro mestiere. Sono due molto diversi, per formazione e mentalità. Ma entrambi hanno la favella svelta, quel tratto “cattivo” che talvolta urta, e lo sanno bene, quel gusto sottile dell’infierire sul nemico. Politici-politici, quindi inevitabilmente cinici, pur nell’intreccio fra ragione e passione. Ma forse condividono anche – qui si azzarda – un tratto comune bambinesco, come per contrappasso al loro ispido polemizzare, che si esplica pienamente nella riscoperta del gioco a 360 gradi: dalla tecnologia della playstation – i due immortalati la sera delle elezioni amministrative – al parrocchiale biliardino della Festa dell’Unità di Roma, ieri sera, quando la giunta della Capitale si stava riappiccicando in qualche modo.

coppi-bartaliAttenzione: Renzi&Orfini non si sono mai visti sinora giocare in coppia. Ma uno contro l’altro. Come Coppi e Bartali.

Perché sono due competitivi – e in questo c’è chi vede una metafora di nascosti o incipienti dissidi politici – proprio come due ragazzotti in parrocchia o in sezione (a seconda di chi dei due si parli), due lavoratori che alla sera si disfano dei rispettivi fardelli, avere a che fare con Bersani o con Marino può sfiancare anche dei professionisti della politica come loro, e guardandosi negli occhi non hanno neppure bisogno di dirsi forza, giochiamo che già sono lì a contare i punti e a cercare di umiliarlo, quello lì.

La teoria dei giochi tanto rispolverata per mano di quel Varoufakis che il mondo sta piano piano dimenticando con i Nostri c’entra poco: la strana coppia M&M, semmai, nella politica ha infilato la pratica dei giochi.

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