Fra la Casaleggio Associati e Virginia, Travaglio come Lenin: “Che fare?”

Il Fattone
len

Curiosi di vedere da che parte si schiererà il direttore del Fatto nel furibondo scontro nel M5S

Non passa giorno senza un elogio di Marco Travaglio a Virginia Raggi e al suo braccio destro Raffaele Marra (l’ex collaboratore di Gianni Alemanno e Renata Polverini che, secondo Roberta Lombardi, avrebbe “infettato” il Movimento 5 Stelle).

Oggi, in un editoriale invero un po’ confuso, il direttore del Fatto tira in ballo il parere dell’Autorità anticorruzione sulle nuove assunzioni in Rai per sostenere che la Raggi, lei sì, ha rispettato i pareri di Raffaele Cantone, eliminando la capogabinetto Carla Raineri (la magistrata scelta dal Direttorio al posto di Marra) dopo che Marra – guarda un po’ le coincidenze – “per primo aveva avvertito dell’illegittimità del contratto”.

Che Travaglio stia dalla parte dell’ex uomo di Alemanno contro un magistrato di Corte d’Appello è di per sé una notizia gustosa, che meriterebbe qualche approfondimento sulle ombre e sulle trame che legano il direttore del Fatto ai poteri oscuri di Roma (utilizziamo intenzionalmente il lessico travaglista così che Marco possa capire meglio).

Ma ci sembra più rilevante l’aspetto politico della vicenda, anche perché siamo ragionevolmente convinti che non tutti, al Fatto, la pensino come Travaglio.

E’ ormai evidente a tutti che la crisi di Roma nasce da uno scontro senza quartiere fra la sindaca (che vuole far di testa sua) e il partito che l’ha candidata (che vuole condizionarla e decidere per lei, come fanno di solito i partiti). Da giorni circolano voci sull’eventualità che Beppe Grillo tolga l’uso del simbolo alla Raggi, espellendola di fatto dal partito; altre voci insinuano che la sindaca sia pronta a cercarsi una maggioranza alternativa in Campidoglio; e c’è già chi stila l’elenco dei fedelissimi: sei secondo alcune fonti, ben 13 secondo altre.

Nel frattempo, il Direttorio si è disintegrato e l’intransigente Fico, sempre secondo le indiscrezioni giornalistiche, neppure più rivolge la parola al governativo Di Mail, colpevole di voler coprire la Raggi.

Tra pochi giorni lo scontro diventerà non più componibile, e il Fatto dovrà fare la sua scelta: o con Virginia, o con la Casaleggio Associati srl. Come Lenin, il direttorone: “Che fare?”.

Aspettiamo dunque curiosi di vedere se Travaglio continuerà a sostenere la sindaca, oppure se, come sussurrano i ben informati, ingranerà la retromarcia e tornerà fedele alla linea.

Vedi anche

Altri articoli