Fiorello, i social e un mondo di imbecilli

MediaTelling
nazionale-calcio-inno-mameli-fiorello-prandelli

Lo disse Umberto Eco, facendo scaldare molti animi. Vediamo che succede ora che l’ha detto Fiorello

Lo disse Umberto Eco, facendo scaldare molti animi. Vediamo che succede ora che l’ha detto Fiorello. Parole inequivocabili: «I social media danno diritto di parola a legioni d’imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo aver bevuto un bicchiere di vino». Aveva detto il semiologo, a Torino, se non ricordo male: «I social media danno diritto di parola a legioni d’imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

Eco aveva usato questa espressione in un’aula universitaria, Fiorello lo dice in un’intervista al settimanale “Chi”. È evidente che, con sapienza, lo showman decide di parafrasare ciò che era già stato detto, mettendoci, come si usa sui social, un perentorio “mi piace”. Fiorello, tornato da poco in tv con “Rischiatutto”, dopo cinque anni di assenza, ragiona non solo sui social ma anche sull’uso che ne fanno ormai troppi giornalisti.

In particolare se la prende con quei giornalisti, che definisce “pigri” che sono capaci di montare articoli e costruire casi mediatici sulla base di un semplice “cinguettio”. Secondo quanto anticipa l’Agenzia Askanews ripresa da Prima comunicazione.it (è sempre bene citare le fonti) Fiorello afferma che «a volte si dà troppa importanza a chi non ne ha». Dettaglia poi: «Magari uno si alza al mattino con la luna di traverso e twitta: “Quel programma in tv fa schifo. Ma chi sei tu per dirlo? Che competenza hai? Tu vali uno! Il problema è che ci sono poi giornalisti pigri che prendono quel tweet e ci costruiscono un articolo. E in poco tempo quel singolo commento diventa “la rivolta del Web”».

Da qui a dare esplicitamente ragione a Eco il passo è breve. Se la prende con i giornalisti pigri (e fa bene) e parla anche del premio, “È giornalismo”, che sta per ricevere per avere dato vita all’“EdicolaFiore”: «Abbiamo lanciato dei personaggi. Agonia, è appena stato ingaggiato da Giovanni Veronesi per il suo prossimo film. Ma in questi anni, dobbiamo dirlo, abbiamo fatto anche autentica informazione». Con quest’onesta uscita anche Fiorello si beccherà un bel po’ di critiche dagli ultras del social perenne. Così non faranno tutti, ma gli imbecilli sì.

Vedi anche

Altri articoli