Fiorello, giornalista ad honorem

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Un giornalaio-giornalista irrefrenabile: gira più media di Carlo in Francia

Martedì dieci maggio: data da inserire nelle agende del settore e nei sacri testi del giornalismo italiano. Il premio dei premi del giornalismo, quello fondato, tanto per capirci, dal trio Biagi, Bocca e Montanelli e dall’imprenditore Giancarlo Aneri, è stato assegnato e consegnato a Fiorello.

L’invenzione della sua edicola gli è dunque costata cara, tant’è che la stessa giuria composta di giornalisti veri (Aneri la presiede e ne fanno parte Giulio Anselmi, Mario Calabresi, Paolo Mieli, Gianni Riotta e Gian Antonio Stella) ha faticato le proverbiali sette camice per motivare la scelta: “Un personaggio- hanno scritto che ha fatto informazione in modo decisamente fuori dal comune, inventando -e proponendone l’importanza al grande pubblico – un’edicola atipica, con una rassegna stampa che si trasforma in intrattenimento ma anche con la diffusione di notizie proprie e con il richiamo a problemi specifici, secondo le regole del vero giornalismo”. Cosi è: Fiorello, aprendo un’edicola a dir poco originale ma vera e autentica, ha ridato senso, nobilitandola, alla parola “giornalaio”.

I giurati l’hanno detto così: ”In un momento come questo in cui “l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione di massa e la crisi della carta stampata si ripercuotono anche sulle edicole e sembrano aver impoverito questo legame, siamo a premiare chi ha trovato una felice sintesi fra i due ruoli: un artista che oggi possiamo definire “giornalista-giornalaio”. Edicola Fiore parte, nel 2011, come un gran gioco sul profilo Twitter, per poi passare su Radio 2, e dopo la lite con i social approda su YouTube . Il rapporto con i media non è bello se non è anche litigarello. Un giornalaio-giornalista irrefrenabile: gira più media di Carlo in Francia.

Protagonisti sono gli amici dell’edicola e del bar vicini alla sua precedente abitazione romana. Ogni mattina tra le sette e le otto, Fiorello si siede al tavolino del bar, all’aperto sul marciapiede, e monta il suo spettacolo con gli amici, sotto gli occhi dei passanti. Tante pagine di giornali sono mostrate, tanti articoli sono segnalati con notazioni a margine. E’ più difficile dire cose serie con parole semplici che darsi delle arie con parole astruse e magari non dir niente. Questa è la sua capacità: riesce a leggere e far leggere i giornali per quello che sono: contenitori di notizie selezionate nel tempo e nello spazio. Con piglio critico e tanta ironia. E all’occorrenza, sfoderando la tecnica più raffinata, quella dell’autoironia. È giornalismo.

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