Finalmente un’Italia più green

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Nel collegato ambientale incentivi che premiano i comportamenti virtuosi e sostenibili

Domani, con l’entrata in vigore del Collegato Ambientale che contiene misure per la green economy e il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali, il nostro tricolore diventa un po’ più “verde”.

Si tratta di un pacchetto di misure “sostenibili e di buon senso” che incidono in diversi settori dell’economia, della società, delle buone o cattive abitudini quotidiane. La prima legge italiana sulla “green economy”, il Collegato ambientale, contiene incentivi che premiano i comportamenti virtuosi e sostenibili di cittadini, consumatori, produttori e pubblica amministrazione.

Da domani quindi si cambia verso: 300 euro di multa a chi getta per strada mozziconi di sigarette e altri piccoli rifiuti, incentivi e semplificazioni per il compostaggio di comunità, isole ecologiche realizzate dai Comuni per favorire lo scambio di beni e ridurre le quantità di rifiuti, misure premiali per chi realizza percentuali più alte di raccolta differenziata e per le imprese che che producono beni derivanti da materiali post-consumo.

Con l’emanazione dei decreti attuativi si darà nuovo impulso allo sviluppo dell’economia circolare, tema caro anche alla Commissione Europea, con norme che prevedono, tra l’altro disincentivi per lo smaltimento in discarica; incentivi alle imprese per la prevenzione e la riduzione della produzione di rifiuti e l’utilizzo di materie riciclate; una maggiore vigilanza sui cicli di smaltimento dei rifiuti. Importante anche l’introduzione del marchio “Made green in Italy” per certificare impronta ecologica dei prodotti.

Il completamento della riforma dei distretti idrografici per la corretta protezione e pianificazione della preziosa idrica e la difesa del suolo; il Fondo di garanzia per la realizzazione delle reti di fognature e depurazione, le misure per garantire la fornitura del quantitativo minimo di acqua alle fasce sociali disagiate e per il contenimento della morosità, il giro di vite contro la piaga antica dell’abusivismo a favore di un minore e migliore uso del territorio (10 milioni di euro per la demolizione di immobili realizzati nelle aree del Paese classificate a rischio idrogeologico elevato).

Nell’ambito della sicurezza ambientale si affronta il tema delle “carrette del mare”; i proprietari che causano inquinamento dovranno rispondere anche in base alla inadeguatezza dell’imbarcazione rispetto al carico trasportato. Mentre finalmente si avvia la razionalizzazione della raccolta dei dati ambientali, utili per rendere il cittadino consapevole del grado di salubrità dell’ambiente in cui vive. Nella pubblica amministrazione poi sono da subito introdotti gli appalti “verdi” e introdotti i “criteri minimi ambientali” negli acquisti pubblici (pc, carta, pulizie, mense). Anche i semafori consumeranno meno energia con la progressiva introduzione delle lampade a basso consumo e le piccole isole, anche lacustri, disporranno di maggiori risorse per la cura del territorio e la raccolta dei rifiuti, potendo aumentare sino a 5 euro il contributo di sbarco aiutando così i comuni ad affrontare i danni del turismo “mordi e fuggi”. Nel campo dell’energia è immediata al rimozione del tetto di 20 MWe per gli impianti di autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

E poi la civilissima misura che pone fine alla pratica odiosa della pignorabilità degli animali d’affezione in caso di contenzioso, il riconoscimento dell’infortunio in itinere – e quindi indennizzabile – per chi subisce un incidente in bicicletta nel percorso casa-lavoro.

Per la mobilità sostenibile ci sono 35 milioni per i Comuni per nuovi progetti, in particolare per i percorsi casa-scuola e casa-lavoro e l’istituzione nelle scuole del mobility manager, a cui vanno aggiunti gli altri 91 milioni previsti nella Stabilità 2016 per la mobilità ciclistica. Una vera rivoluzione in tempi di città soffocate dallo smog, per sostenere l’utilizzo della bicicletta, che oltre ad essere un mezzo ecologico, è anche un mezzo accessibile e ancora “popolare” nella migliore accezione del termine. Queste e le molte altre misure contenute nella legge da domani in vigore, rappresentano un grande passo in avanti per l’Italia; dimostriamo così di saper cogliere le tante opportunità di innovazione, lavoro e sostenibilità che ci vengono dall’economia verde.

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