Finalmente più soldi al Servizio civile, ma ora pensiamo a riformarlo

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Il governo investe sul capitale umano di tanti giovani che si dedicano agli altri, invertendo la tendenza inaugurata dalle destre

Quattrocento milioni di euro sul Fondo nazionale per il Servizio civile previsti dalla legge di stabilità. Seppur poco rilevante per il “circo mediatico” la scelta del governo Renzi di continuare a investire sul Servizio civile nazionale non è né di poco conto né priva di significati, strategici e simbolici.

Il Servizio civile ha nel tempo acquisito la funzione, sempre più forte, di “palestra di cittadinanza”. Seppur tra mille limiti, deficienze, difficoltà dal 2001 335.713 giovani hanno impiegato un anno al servizio della collettività. Una scelta scontata, dettata solo dal rimborso di 433 euro mensili? Difficile. Esiste, e resiste, in questo Paese una generazione che continua a ritenere “l’altro” non un fastidio o un ostacolo.

Bene ha fatto Renzi a decidere di investire su questo “capitale umano”, fatto di migliaia di ragazze e ragazzi. Dà il segnale ad una generazione che il proprio Paese non considera il loro desiderio di impegno come un dato economico su cui fare economie ma come un’opportunità per l’intera comunità nazionale.

La cattiva memoria di questo Paese tende tuttavia a rimuovere in fretta la storia. Dal 2007 al 2013 si è passati da una dotazione di 296.128.000 euro ad una dotazione di 71.338.122 euro. Una curva, quella del finanziamento, lanciata a folle velocità verso un totale azzeramento dell’esperienza. Ci sono stati anni in cui il Fondo nazionale per il Servizio civile era beatamente ignorato dalle destre. Ora il verso è cambiato, vivaddio.

La sfida ora, oltre a quella di difendere in parlamento la scelta del governo, è quella di riformare il Servizio civile nazionale per renderlo sempre più aderente alle esigenze mutate di una generazione in costante movimento. Colleghiamolo con il Servizio volontario europeo, implementiamo il carattere formativo sperimentando finalmente in questo Paese un serio “passaporto delle competenze”, apriamolo sempre di più al contributo dei territori e delle realtà del terzo settore.

Un Servizio civile finanziato degnamente e opportunamente riformato può aiutare la ripresa morale e civile di un Paese che, per un click in più, si tenta di raccontare come spacciato.

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