Ferrara, il nostro maestro

Cinema
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Un uomo che ha speso la sua vita e il suo talento, con il cinema, per valori e ideali non monetizzabili e che lui ha onorato con rigore, per un’arte al servizio di un Paese migliore

Giuseppe Ferrara ci ha lasciato in punta di piedi, alla soglia degli ottantaquattro anni. È giusto ricordarlo, perché con le sue opere ha lasciato un segno indelebile nel Paese e in diverse generazioni, a partire dalla mia. Il suo cinema è stato esempio di elevato livello artistico coniugato con un forte impegno civile. Quando uscì “Il sasso in bocca”, affresco e grande esempio di denuncia della mafia e dei suoi metodi violenti e barbari, quel film venne proiettato in centinaia di assemblee studentesche, come spunto di sensibilizzazione e discussione.

Poi arrivarono gli altri lavori dedicati alla lotta alla mafia, al caso Moro, a quello dei ”Banchieri di Dio”, all’omicidio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, alla strage di Ustica, al sacrificio di Guido Rossa ammazzato dalle Brigate Rosse per il suo coraggio civile. La sua cinematografia rimarrà a documentare tappe fondamentali della seconda metà del Novecento, legate a misteri, stragi, collusioni tra pezzi di Stato e poteri criminali sulle quali ancora oggi non è stata fatta piena luce. Per questo Ferrara, con le sue opere, non dovrà essere dimenticato.

Voglio dire infine che Giuseppe è morto povero. Ricordo quella mattina quando a Roma, alla Balduina, partecipammo ad un sit-in per prevenire lo sfratto coatto dall’abitazione in cui abitava. E ricordo la significativa mobilitazione di pezzi del mondo del cinema, delle istituzioni e della Politica perché lo Stato gli concedesse i benefici della Legge Bacchelli. E l’impegno perché le istituzioni comunali lo aiutassero ad avere un piccolo ma decoroso alloggio: rammento ancora con tenerezza quella cena a casa sua di non molto tempo fa, per festeggiare un piccolo riconoscimento a un uomo che aveva speso la sua vita e il suo talento, con il cinema, per valori e ideali non monetizzabili e che lui aveva onorato con rigore, per un’arte al servizio di un Paese migliore.

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