Renziani, fermatevi. E provate ad ascoltare

Pd
L'assemblea nazionale del Pd nell'auditorio del sito Expo, Rho-Pero (Milano), 18 luglio 2015. ANSA / MATTEO BAZZI

Mi rivolgo alla tribù dei sorridenti: sono in ballo questioni importanti per la vita del nostro paese, ne siamo come Pd i diretti responsabili

Mi pare di poter dire che è andata così. Chi ha fatto i titoli a Repubblica venerdì sera aveva avuto una giornata noiosa ed era in cerca di emozioni. Si deve essere messo in sottofondo la cavalcata delle walkirie per caricarsi ed a proposito dei lavori al senato sul DDL Boschi ha avuto l’illuminazione: “Mi piace l’odore del napalm al mattino”. E via col titolo sul Vietnam parlamentare. E può non venirne fuori ispirazione per almeno un paio di tweet di alto lignaggio piddino, virgolette comprese, contro la tribù dei musi lunghi?

Non vi affaticate, era una domanda retorica. Ecco che in una noiosa e calda domenica su virgolette orfane si monta un po’ di terrorismo preventivo: dagli al senatore della minoranza del tuo partito. Come la storia che dicono essere cinese di picchiare la moglie in ogni caso: voi che picchiate non sapete perché ma dice che lei sappia… Ma no, forse non sa. Esattamente come nulla sanno i senatori della minoranza dell’operazione di killeraggio che li ha visti come obiettivi.

Si domandava Orfini via tweet se era strano lui. Strano non so. Di sicuro poco accorto. Ed essere poco accorti quando si presiede un partito e se ne è il garante della pluralità non è errore da poco. Sono in ballo questioni importanti per la vita del nostro paese, ne siamo come Pd i diretti responsabili. Vicende come quella del voto opposto tra commissione e aula sul senatore Azzollini con corredo di posizioni altrettanto opposte (e drammaticamente concordate) dei due vice del partito non aiutano.

Un tema come le modifiche alla costituzione, con il loro pesante portato di errori già commessi che non potranno essere riparati, non si può affrontare ancora sordi ad ogni cambiamento e delegittimando i tanti compagni di partito che da mesi segnalano i pericoli alla vista. Fermatevi, provate ad ascoltare, mi rivolgo alla tribù dei sorridenti. Non potete ricorrere ancora, come avete già fatto dopo una batosta palese alle amministrative e regionali di fine maggio, alla rimozione, al rilancio su altri fronti o alla mistificazione. E non potete neppure cavarvela sdoganando il soccorso della destra di Verdini.

Il punto è che non sapete cosa sia il confronto democratico, ne avete timore e quello che avete a cuore non è il cambiamento del paese ma la vostra, quella sì triste, rappresentazione di sedicenti riformisti.

Ps: se vi venisse in mente una riflessione di settimane fa del senatore Chiti che parla di Vietnam, provate ad immaginarlo, lui, Chiti, in mimetica con il nero sul viso necessario a rendersi mimetico, sdraiato con fucile accanto in una infestata palude del Mekong. E fatevi una risata. Ve la regala la tribù dei musi lunghi.

 

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