Femminicidio, cosa deve fare il governo

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Dire che i due uomini che hanno ucciso in questi giorni “sono solo squallidi criminali e schifosi assassini”, altro non fa purtroppo che aumentare la solitudine e la disperazione di chi sta male e commette atti inconsulti

Lavoro da tanti anni ormai con le coppie in crisi ed ho difficoltà a non stupirmi ogni volta della violenza dei sentimenti e delle emozioni vissute dai protagonisti di queste crisi. Odio ed amore si alternano continuamente, come nella poesia straordinaria di Catullo, nelle situazioni in cui si sente (si sa, si percepisce fisicamente) di non poter fare a meno dell’altro. Di dipendere dall’altro o dall’altra in modi inaccettabili dalla ragione e dal buonsenso degli altri che ti conoscono da sempre e ti vogliono bene: “Da quando sta con lei (o con lui) non è più lo stesso (la stessa)”, dicono, divertiti o desolati perché davvero, eterosessuali o omosessuali, giovani o di età matura, formate da coetanei o da persone di età anche molto diversa, con figli o senza, le coppie sembrano in molti momenti avere una vita propria, indipendente dalla volontà dei loro membri che ne vengono inconsapevolmente modificati. Trasformati. Come molti terapeuti provano a far capire già in prima seduta presentando ai due che chiedono aiuto una terza sedia, disposta fra i due o su un lato, su cui, invisibile, è chiamata a sedersi proprio lei, la coppia.

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