Federica e quei centesimi di secondo che fanno così male

Olimpia
ANSA/ETTORE FERRARI

Un grande dolore: la Pellegrini ha descritto così la delusione di un’atleta che ha faticato tanto e ha visto svanire il suo sogno per un soffio

Con lei eravamo abituati alla gioia delle vittorie e non all’amarezza delle sconfitte. E forse anche lei, Federica Pellegrini, a questa amarezza non era preparata. L’atleta – che comunque resta imbattuta nel record mondiale sui 200 stile libero – ha reagito in modo inaspettato di fronte a questa sconfitta.

Si è sfogata probabilmente con le persone che ama, ma anche sui social dove invece ha trovato come sempre un grande appoggio, perché Federica è Federica, e noi tutti continuiamo a considerarla sempre una grande campionessa, perché questo è e non solo per gli italiani.

È cresciuta nel tempo in modo fenomenale, non solo sportivamente ma anche nella sua personalità, prendendo sempre più coscienza delle sue enormi potenzialità e capacità e trasformandole in vittorie, medaglie, successi.

Il suo carattere deciso lo ha dimostrato anche rinunciando a partecipare ai 100 stile per dare il meglio di sé nella staffetta 4×200 e dare il suo contributo alla squadra (anche se le azzurre non sono riuscite nell’impresa). E dimostra ancora il suo spirito forte infuriandosi con i giornalisti che in queste ore scrivono che avrebbe dovuto dare il buon esempio e non rinunciare alla gara individuale.

Nonostante la batosta del quarto posto che le ha dato un dolore così forte, la sua non è una rinuncia dovuta a un crollo di fronte alla sconfitta, ma, ancora una volta, una scelta saggia, una scelta di un’atleta matura che pensa innanzitutto alla squadra e non al suo medagliere personale.

E si vede che la pressione esterna è eccessiva – una pressione che spesso gli atleti sono costretti a sopportare, come successo anche alle azzurre del tiro con l’arco – perché Federica Pellegrini ha risposto impulsivamente, insultando chi la criticava per la sua decisione: “Coglione… lo faccio perché mezz’ora dopo ho la staffetta e voglio dare il massimo lì”.

Ma il dolore e l’irrequietezza sono evidenti nel suo post su Instagram. “Non è un dolore di uno che accetta quello che è successo, anzi è un dolore di una che sa cos’ha fatto quest’anno”. Non tutti hanno capito il suo sfogo che è il dolore tipico di un campione che fatica ogni giorno 7-8 ore, che fa tante rinunce nella vita in nome dello sport e che in pochi secondi vede sfumare le sue convinzioni, quelle che aveva avuto fino al momento di salire sui blocchi di partenza, di tuffarsi in acqua e poi svanite nell’ultimo metro di vasca: “Purtroppo in questo sport – ha scritto – si vince di centesimi e si perde di centesimi…”.

Solo il populismo ormai diventato il pane quotidiano del Paese non riesce a giustificare il dolore di una sportiva, come se la fatica e le rinunce facessero parte solo dei cittadini comuni e non di un atleta.

O forse non abbiamo compreso del tutto il suo dolore, perché siamo abituati a vederla sempre vincente, sempre prima, sempre sul podio. Federica non tradisce mai. “A me piace stare in acqua indipendentemente da tutto, quindi ci sarà da pensarci bene”, ha dichiarato dopo la staffetta. Speriamo che non tradisca nemmeno questa volta e che continui a farci sognare in vasca ancora per un po’.

Scrivi la tua opinione su Unità.tv

Vedi anche

Altri articoli