Fatto e M5S divisi dall’Italicum (e ha torto Travaglio)

Il Fattone
Foto Vincenza Leonardi - LaPresse13 10 2012 EtnapoliticaBeppe Grillo sull'Etna, comizio a 2000 metriLa Tappa sul Vulcano Etna , Tour di Grillo a sostegno di Giancarlo Cancellieri , Candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione SiciliaNella Foto Beppe Grillo

Perché la Corte dovrebbe bocciare la riforma elettorale? Il direttore non azzecca nemmeno un motivo valido

Nelle pieghe di un interessante editoriale dedicato al Movimento Cinquestelle e alla mancanza di una sua politica estera credibile, oggi Marco Travaglio si augura che la Corte costituzionale bocci l’Italicum. Il motivo per cui ne parla è semplice: inebriati dai sondaggi, i grillini del M5S non sembrano così contrari alla nuova legge elettorale come invece vorrebbero i grillini del Fatto. Si tratta insomma di una discussione interna al partito di Grillo, che noi osservatori possiamo soltanto seguire dall’esterno.

Dove però l’organo del M5S sbaglia è nell’indicare i motivi per cui la Consulta, “facendo prevalere le ragioni del diritto su quelle della politica”, dovrebbe abrogare l’Italicum. Secondo Travaglio la riforma elettorale “è incostituzionale per l’abnorme premio di maggioranza senza tetto minimo di voti e per i capilista bloccati”.

Purtroppo per il Fatto non è affatto così. Il premio di maggioranza non è per nulla “abnorme”, perché consegna al vincitore una maggioranza di 340 seggi, pari soltanto al 54% e, soprattutto, prevede eccome “un tetto minimo di voti”: il 40% più uno, e addirittura il 50% più uno al ballottaggio, cioè nel caso in cui nessuna lista superi al primo turno il 40%. Sostenere che la maggioranza assoluta dei voti espressi non costituisca un “tetto minimo” è francamente un po’ eccessivo.

Quanto ai “capilista bloccati”, potranno non piacere a Travaglio ma non hanno nulla di anticostituzionale, almeno secondo la sentenza con cui la Consulta bocciò a suo tempo il Porcellum. Nelle sue motivazioni, infatti, la Corte ne sostenne l’illegittimità contrapponendo le liste bloccate del Porcellum ad “altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi” (che è precisamente il caso dell’Italicum), ovvero “caratterizzati da circoscrizioni elettorali di dimensioni territorialmente ridotte, nelle quali il numero dei candidati da eleggere sia talmente esiguo da garantire l’effettiva conoscibilità degli stessi” (che è, di nuovo, il caso dell’Italicum).

Le “ragioni del diritto” cui si appella Travaglio sono dunque tutte dalla parte dell’Italicum; quanto a “quelle della politica”, ciascuno naturalmente è libero di pensarla come vuole. Senza, se possibile, mischiare le carte.

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