La teoria gender non esiste. No allo sciacallagio della Regione Lombardia

Scuola
Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone durante l'incontro con la stampa nella sede del provveditorato con il direttore Ufficio Scolastico Regionale della Campania, Luisa Franzese, Napoli, 02 settembre 2015.
ANSA/CIRO FUSCO

Approvata una mozione leghista sul nulla, ovvero contro i “libri gender” nelle scuole

Sciacallaggio sull’inesistente e allarmismo creato ad hoc. Questa volta protagonista è la regione Lombardia che ha approvato una mozione, presentata dal leghista Massimiliano Romeo, contro i “libri gender” nelle scuole. Un altro falso storico. Sì, perché forse è bene ribadirlo fino allo stremo: la teoria gender non esiste nella scuola e non esiste proprio.
E vi dirò di più: anche a volerci mettere il naso, la regione Lombardia non ha competenza in materia. Tutto quello che riguarda la scuola è appannaggio di scuola e famiglia. E lo dice una legge, la 107/2015, che ha nell’autonomia il suo perno e che prevede un comma specifico – il 16 – contro le discriminazioni e le violenze.
A questo punto perché non mettere all’indice la Costituzione Italiana che, all’art.3 recita che tutti gli uomini sono uguali di fronte alla legge a prescindere dalle differenze? Non è un concetto difficile da comprendere: siamo tutti diversi, grazie al cielo, ma uguali nei diritti e di fronte alla legge. Questo recita la nostra Costituzione. Questo vogliamo che la scuola trasmetta ai ragazzi e alle ragazze.
Conoscere il cammino della civiltà verso la consapevolezza di questo concetto basilare è l’oggetto del comma 16 della legge 107. Conoscere per prevenire le violenze, per rispettare la libertà e le pari opportunità in modo consapevole. Concetti che non ammettono ideologie. Che non ammettono strumentalizzazioni, che non ammettono manipolazioni. Andiamo avanti con serena determinazione in questa direzione. Perché il valore dei diritti è la prima “cassetta degli attrezzi” che vogliamo fornire alle generazioni future.

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