Facciamo anche noi una piattaforma per far esprimere gli iscritti

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Un computer tablet con la home page del sito del primo circolo territoriale "on line" del partito democratico inaugurato da Bersani a Villanova di Castenaso (Bologna), ggi 30 agosto 2012. ANSA / MICHELE NUCCI

Non si possono solo ratificare decisioni già prese da qualcun altro

La Spd tedesca per fare un governo di coalizione ha consultato tutti i suoi iscritti. Da noi invece gli iscritti vengono chiamati solo a ratificare in sede di congresso decisioni prese da detentori di pacchetti di tessere, con buona pace di chi vorrebbe discutere al di fuori di logiche correntizie.

Non per nostalgia, ma nel vecchio Pci i dirigenti (a tutti i livelli) giravano per le sezioni a motivare le decisioni prese e non erano discussioni facili e scontate.

Le primarie, almeno per come si svolgono finora, hanno dato il colpo di grazia: se sono un iscritto e non posso scegliere nemmeno un segretario provinciale piuttosto che regionale, perché una primaria aperta può sovvertire tutto, mi dite che ci faccio con una tessera d’iscrizione? Anche questi due anni di lotta ferocia all’interno del Pd che confronto ha avuto nei circoli?

Allora iniziamo con l’attivare una piattaforma che permetta agli iscritti di esprimersi e di essere consultati (qualcosa dai grillini si può anche accettare), ma soprattutto con il far vivere il dibattito nei circoli: i dirigenti devono confrontarsi con gli iscritti.

 

LA NOSTRA CAMPAGNA D’ASCOLTO – Come dovrebbero cambiare i circoli del Pd? A voi la parola

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