Eugenio Scalfari e la matematica

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Difficile prendere sul serio una proposta economica fatta senza calcolatrice

Non sono un economista, ma possiedo una calcolatrice. Domenica ho letto con attenzione l’usuale articolo di Scalfari su Repubblica. A un certo punto avanza una proposta. Una drastica riduzione del cuneo fiscale che grava sul costo del lavoro, ripartito fra quanto paga il dipendente e quanto paga il datore di lavoro.

Una riduzione, dice Scalfari, che potrebbe essere di almeno 90 miliardi di euro da recuperare mettendoli in carico alla fiscalità generale e in particolare, per ragioni di equità, ai redditi che superano i 120.000 euro annui. Ora, quanti sono quelli che in Italia guadagnano, secondo i dati ufficiali, più di 120.000 euro?

Risponde ieri Pietro Reichlin su questo giornale. Sono circa 250.000 persone. E qui viene buona la calcolatrice. Perché dividendo 80 miliardi per 250.00 si ottiene 360.000. Cioè coloro che guadagnano più di 120.000 euro dovrebbero pagarne 360.000 di tasse aggiuntive. Aggiuntive.

Perché il nostro ricco dichiarante 120.000 euro (lordi) già ne paga di imposte dirette circa 47.000. Senza contare le varie imposte locali sui servizi, Iva e balzelli vari. Gliene restano in tasca quindi circa 75.000 con cui dovrebbe pagare 360.000 di tasse aggiuntive. Come possa fare è uno dei misteri della matematica.

Anzi dell’aritmetica. Mi si dirà che ci sono anche quelli che guadagnano più di 120.000 euro. Certo, ma più si sale più il loro numero diminuisce e trovare qualcuno che dopo avere già pagato le normali tasse sia in grado di aggiungervi altri 360.000 euro, anzi ben di più, perché Scalfari propone che questa extratassa sia progressiva, è un’impre s a spericolata.

Forse alla fine qualche decina di contribuenti la troviamo. E immagino che il giorno dopo questi pochi individui decideranno di andare a vivere in Papuasia. Poi mi si dirà che c’è l’evasione e siamo tutti d’accordo. Soprattutto coloro che dichiarano imprudentemente di guadagnare 120.000 euro lordi, cioè 75.000 netti, cioè 6.500 al mese, che Scalfari considera ricchi e tassabili per 4 volte il loro reddito netto. Tutti gli anni.

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