Era il “treno dei desideri” per noi che dai paesi andavamo in città

Trasporti
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Fuori dai finestrini il paesaggio arso del Tavoliere e la fila ordinata di ulivi. Dentro i ragazzi che vanno a studiare o cercano di prendere un aereo

Un documentario del 1913 mostra la festa dei lavoratori del 1° maggio. A metà filmato un treno entra nella stazione, sembra quasi quello dei fratelli Lumière, ma qui siamo a Corato, e il treno di cui parliamo appartiene alle ferrovie del nord barese. Tante sono le persone ad attenderlo e tante scendono, e si vede quel casolare formato da due parti distinte, che sono le stesse che si trovano tuttora alla stazione di Corato. Prodotto da Cataldo Balducci, è una delle rare testimonianze di questa festa dei lavoratori nei primi del XX s ecolo. Ma oggi purtroppo non si festeggia nulla, le ferrovie del nord barese e tutta la Puglia sono state travolte da un grande lutto. Grandissimo. Le immagini di carrozze sbriciolate per uno scontro fra due treni sotto quel caldo e quel sole del Tavoliere stordiscono e inorridiscono. Polvere e lamiere accartocciate, l’aria ancora più asfissiante, il silenzio è quello assordante del dolore che non ti aspetti. Lo conosco bene quel treno, lo si prende tutte le volte che si vuole raggiungere Bari centrale, è comodo, ora sono moderne le carrozze, è andato al passo con i tempi. C’è l’aria condizionata, i sedili sono nuovi e confortevoli; dai vetri, grandissimi e luminosi vetri, ammiri il paesaggio sempre uguale, rettilineo: la nostra terra bella e amata

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