Eppur si muove. L’Europa e il passo in avanti sull’immigrazione

Immigrazione
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I numeri sono chiari: non c’è nessuna invasione nel nostro Paese. Ma il problema esiste

Il fatto che la Commissione Europea abbia approvato ieri un primo progetto per l’Africa, esplicitamente ripreso dalle proposte italiane, è un passo in avanti sul tema dell’immigrazione. Un passo in avanti, non la soluzione.

A molti piace drammatizzare la situazione, ma i numeri sono chiari: non c’è nessuna invasione nel nostro Paese. Del resto l’8 giugno dello scorso anno eravamo a quota 51.000 sbarchi e oggi stiamo a quota 48.000. Dunque la realtà è diversa da quella raccontata da chi soffia sul fuoco, convinto di lucrare un consenso elettorale che peraltro non prende. Ma il problema esiste.

La pressione demografica continua a spingere sull’Africa e l’emergenza non si risolve se non sul medio-lungo periodo. Cooperazione internazionale, investimenti europei, finanziamenti innovativi: questo serve all’Africa, accanto a una gigantesca scommessa sull’educazione, su cui devono convergere gli sforzi privati e pubblici.

La discussione politica italiana è comprensibilmente tutta centrata sulle questioni amministrative, come da tradizione del dibattito pubblico nel nostro Paese, ma è giusto sottolineare che un piccolo passo avanti nella direzione indicata dall’Italia finalmente è stato fatto in queste ore dall’Europa e dalla Comunità internazionale. Ma si sappia – appunto – che è solo un piccolo passo. C’è bisogno di un maggiore impegno se vogliamo salvare l’Africa dall’emigrazione e l’Europa dalla paura.

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