Ecco perché la funivia immaginata da Raggi è semplicemente sbagliata

Roma
Virginia Raggi a Palazzo Valentini durante l'incontro ''Roma oltre la baraccopoli'', Roma 23 Marzo 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il rapporto tra costi e benefici della proposta della candidata M5S è troppo basso per giustificare un investimento simile. Ecco perché

Nei giorni passati Virginia Raggi, candidata a Sindaco di Roma per il Movimento 5 Stelle, ha proposto la realizzazione di una funivia per collegare Casalotti alla stazione della metro A Battistini. Assieme ai giovani che in questi giorni stanno animando volontariamente il mio comitato abbiamo deciso di approfondire la questione. L’approccio è stato di grande rispetto verso la proposta e libero da ogni pregiudizio ideologico.

L’idea della funivia Casalotti-Battistini è contenuta nella carta dei valori del municipio XIII ed è stata discussa nell’ambito della Conferenza Urbanistica cittadina promossa dal Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica. Il progetto, sostenuto dall’associazione Casalotti Libera, prevede il collegamento tra Casalotti e la stazione della metro A di Battistini, per un tragitto di circa 3,5 Km, con un costo indicativo che dovrebbe superare i 20.000.000 di euro. L’idea di un impianto di questo tipo si ispira certamente al modello delle funivie metropolitane di grandi città europee come Londra, Madrid e Grenoble.
Insomma la Raggi non ha partorito nulla di nuovo, ma anzi ha semplicemente ripreso un progetto già esistente e sul quale le amministrazioni precedenti si erano già espresse.

Il primo a parlarne fu Walter Veltroni nel 2007, con il progetto di una cabinovia urbana sopra il Tevere, tra la Magliana e l’Eur, per un tragitto di circa 650 metri: 32 le cabine da otto posti, con una capacità di circa 4 mila viaggiatori l’ora, per un costo di 12 milioni finanziati dal Campidoglio. Il progetto non è stato ancora realizzato.
Nella presentazione vengono portati esempi nel mondo e in particolare quelli in Europa: Londra, Madrid, Grenoble.
La funivia di Londra, costruita in occasione delle olimpiadi, offre un panorama mozzafiato della città. Il costo per i passeggeri è di 4,3 sterline, circa 5,3 euro a corsa.
La funivia di Madrid, il Teleferico, su cui si può salire dalla Stazione di Rosales o dalla Stazione di Casa de Campo offre a madrileni e turisti la possibilità di sorvolare la città, contemplando dall’alto uno dei quartieri storici e più ricchi di verde. Edifici monumentali, reti viarie, parchi e giardini restano ai piedi dei passeggeri, in uno dei panorami più evocativi della città. Il costo è di 4,20 euro a tratta. La funivia di Grenoble porta alla Bastille, punto panoramico e storico-monumentale della città. Per fare un esempio, sarebbe come ad Atene realizzare un funivia che porti al Partenone. A Roma si potrebbe paragonare ad un collegamento che porti all’osservatorio di Monte Mario.

Per quello che riguarda la funivia Casalotti-Battistini è quindi necessario fare alcune riflessioni.
Il costo del biglietto, che ragionevolmente non sarebbe molto diverso da quello degli altri esempi europei, si dovrebbe aggirare intorno ai 5 euro a tratta, e non sarebbe oggettivamente congruente con la funzione di trasporto pubblico collettivo. Anche la questione deve essere contestualizzata e approfondita visto che l’inquinamento non è solo quello che deriva dall’emissione dei gas di scarico, ma anche quello relativo all’energia che si utilizza per far funzionare l’impianto. In più la portata oraria dei passeggeri (5.000) sarebbe inferiore di molto a quella di una metropolitana tradizionale (24.000).

Infine c’è una questione di opportunità: la crisi economica che vive il nostro Comune riduce notevolmente la capacità di fare investimenti. Pertanto in fase di pianificazione degli investimenti occorre fare molta attenzione alle priorità. Tra queste il dovere di far funzionare bene quello che già c’è. A Roma la manutenzione urbana e l’organizzazione dei servizi non sono mai un fatto ordinario ma, come abbiamo visto in questi anni di ristrettezze economiche, una impresa titanica.
Probabilmente non è questo il tempo per finanziare idee belle e suggestive, ma che tuttavia non incidono significativamente sulla qualità della mobilità cittadina rispetto ai costi previsti.
Sarebbe invece molto più utile aprire qualche corridoio della mobilità e recuperare risorse per innalzare le frequenze dei mezzi esistenti, duramente colpite dalla recente politica di razionalizzazione del servizio. Soprattutto in periferia.
E sono convinto che in una ipotetica consultazione online (tanto cara) prevarrebbe la domanda di maggiore mobilità. Per tutti, nessuno escluso.

Vedi anche

Altri articoli