Ecco Lifestage, l’App vietata ai maggiori di 21 anni

Tecnologia
lifestage-kTXB-U1090245506154wW-1024x576@LaStampa.it

Stage, cioè palco e palcoscenico. Il gioco è di mostrarsi, di farsi notare e la nuova applicazione mira così più ai modelli dei talent

Una sigla che somma due parole magiche per i giovani, Lifestage, ed ecco la nuova App con la quale mister Zuckerberg tenta di recuperare terreno. Tra i giovanissimi – dai venticinque anni a scendere- Facebook non è il social più amato.

Negli ultimi tempi Facebook sta perdendo la supremazia proprio a causa di modelli di comunicazione e d’interazione più adatti ai giovanissimi, come Snapchat. Ecco la risposta, cioè Lifestage, uno spazio dedicato esclusivamente agli utenti under 21: potranno scaricare in libertà i loro profili, i loro contenuti rendendoli visibili esclusivamente al pubblico dei coetanei. Life cioè vita, biografia.

Stage, cioè palco e palcoscenico. Il gioco è di mostrarsi, di farsi notare e la nuova applicazione mira così più ai modelli dei talent che non a quello della messaggistica e dello scambio immediato di pareri.

Come Snapchat parla il linguaggio, anche visivo, dei giovani, ma favorisce la condivisione di video-profili che deve contenere informazioni utili ai compagni di scuola o agli ambienti sportivi. I giovani dovranno produrre brevi video-clip, rispondendo a domande sulla propria vita, e presentarsi così agli interlocutori.

Naturalmente ci sono delle regole da rispettare. I genitori e chi ha più di ventuno anni potranno solo pubblicare contenuti ma non potranno sbirciare quelli degli altri iscritti. Una sorta di muro che dovrebbe difendere i giovani dalle invasioni degli adulti.

Proprio sulla creazione di questa barriera artificiale l’ideatore Michael Sayman punta per attirare l’attenzione degli utenti. Altra regola: al momento del l’iscrizione i giovani sono invitati a scegliere il proprio istituto scolastico e potranno vedere altri profili soltanto quando almeno altri venti saranno entrati a far parte del network.

Sarà arduo far rispettare le linee perché il social non ha modo di verificare i dati anagrafici dei nuovi iscritti e per farlo dovrà contare sull’aiuto degli utenti. I vertici di Facebook fanno sapere che ci saranno molti strumenti per segnalare iscrizioni sospette e attività irregolari. Per ora la piattaforma è disponibile unicamente per iPhone e smartphone ma tra poco arriverà anche la versione per smartphone e tablet Android. Solo negli Usa. Servirà anche come sperimento

Vedi anche

Altri articoli