Ecco i “valori” che ruotano attorno al mercato delle scommesse sportive

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Inaugurato il nuovo 'Concept store better': 'un nuovo modo di vivere l'intrattenimento nel mondo delle scommesse', Napoli, 14 Luglio 2016. ANSA/CESARE ABBATE

Inaccettabile che uno sponsor vietato ai minori rischi di andare sulle maglie della Nazionale

Che Tavecchio sia un uomo azzardato nei modi e nelle esternazioni credo che sia un dato di fatto. Ma che addirittura si stia rischiando di avere sulle maglie azzurre uno sponsor “vietato ai minori”, beh questo credo che sia davvero troppo. Bene dunque hanno fatto ieri Franco Mirabelli e Stefano Vaccari, nel bollare come “inaccettabile” l’accostamento del marchio di un’azienda di scommesse sportive, Intralot, alla maglia azzurra della nazionale.

E siccome in conferenza stampa si sono scomodate parole grosse e concetti scintillanti come «affinità di valori» e «cultura della legalità» allora mi è punta vaghezza di mettere insieme un po’ di numeri concreti che raccontino di come siano diffusi questi “valori” che ruotano attorno al mercato delle scommesse sportive e calcistiche in Italia.

Per capire quanto pesino nel calcio le società di scommesse partiamo da questi dati generali:

  • il 90 % delle società professionistiche di calcio hanno un gaming sponsor. La lega di Serie B ha avuto come naming sponsor una società di scommesse on line ed ancora oggi ha fra i suoi official partner un importante player di questo settore;
  • 88,249 miliardi di € è la cifra relativa alla raccolta dei giochi pubblici nel 2015. Le entrate fiscali derivanti dal gioco sono state nel 2015 ben di 8,7 miliardi di euro.

Lo scorso 5 maggio il Totocalcio, mitico gioco a pronostico basato sui risultati delle partite di calcio e padre di tutte le scommesse sportive moderne, ha compiuto i suoi primi 70 anni festeggiando l’avvenimento con l’emissione di un francobollo. Più che di una consacrazione però si è trattato di un funerale: oggi il Totocalcio è di fatto inesistente con un numero di schedine giocate che difficilmente supera le 13 mila per concorso. Diversamente il mondo delle scommesse sportive è diventato la nuova passione di milioni di italiani con un mercato miliardario che fino a dieci anni fa non esisteva.

E a giudicare dai numeri si tratta di una vera passione folgorante, specialmente a vedere i dati relativi al biennio 2014-2015 con un volume d’affari prossimo a 5,5 miliardi di €. Nell’ultimo anno in esame ad esempio si è visto lievitare il numero degli scommettitori del 22% rispetto all’anno precedente, portando gli introiti delle scommesse a ben 2,7 miliardi di euro. E stiamo parlando solo delle scommesse online dato che, sempre secondo la ricerca di mercato della Agimeg, altri 300 milioni sono giunti dalle scommesse offline.  La attuale situazione di mercato secondo il bando di gara, inserito nella legge di Stabilità 2016, prevede l’assegnazione delle concessioni (della durata complessiva di nove anni) per 10mila agenzie di scommesse (con base d’asta non inferiore a 32 mila euro) e di 5mila corner sportivi e ippici (con base d’asta di 18 mila euro), di cui solo mille potranno essere installati “in bar ed esercizi similari” che hanno come attività principale “la somministrazione di alimenti e bevande”.

La gara del 2016, in pratica, formatterà la rete e tutte le concessioni assegnate precedentemente ad agenzie e corner point scadranno e dovranno essere riassegnate. Allo stato attuale, come riporta Agimeg.it in Italia vi sono 13.582 diritti, tra agenzie e corner, gestiti dai concessionari. Nello specifico, i diritti riguardano 3.187 negozi di gioco, 2.149 ex ctd (centri trasmissioni dati passati nell’ambito AAMS), 4.238 corner sportivi e poco più di 4 mila corner ippici. Il vero scontro titanico tra i concessionari riguarderà principalmente i corner. Attualmente, tra quelli ippici e sportivi, sono 8.246, numero ben superiore al tetto dei 5 mila imposto per legge.

La Campania è la regione che detiene il maggior numero di punti vendita nella rete di raccolta scommesse, ben 2.760, pari a circa il 20% della distribuzione nella nostra penisola. Dal punto di vista statistico, una scommessa su cinque in Italia – ippica o sportiva che sia – proviene dalla Campania che in questa speciale classifica la Lombardia, con 1.708 punti (11,8% di quota mercato) e la Sicilia con 1.627 (11,3%). Il Lazio si piazza ai piedi del podio, con 1.515 punti (10,5%), seguito dalla Puglia con 1.205 (8,3%). Nella top ten si piazzano anche Piemonte (740), Toscana (729), Emilia Romagna (698), Veneto (656) e Calabria (621).

Tra gli sport più cliccati ci sono l’ippica, il tennis e a sorpresa anche il basket. “Merito” di questa esplosione, oltre che al web, è da attribuire alle tantissime scommesse possibili che i bookmaker hanno messo a disposizione dei giocatori. Se fino a qualche anno fa ci si limitava a giocare le classiche bollette del toto-calcio e del toto-gol, oggi si ha la possibilità di giocare sistemi di scommesse di quasi qualunque tipo: si arrivava a poter scommettere su partite delle serie dilettantistiche cifre ben più consistenti degli ingaggi percepiti dai giocatori.

Ma sul possibile rapporto fra il calcio legale e capitali di dubbia provenienza torneremo più avanti. Un parola va detta anche sul meccanismo di lavaggio di danaro che il sistema permette: “Il settore è da tempo stato eletto dalle organizzazioni criminali come uno degli ambiti entro i quali appare più conveniente reinvestire e lavare i profitti criminosi – sia per la sua peculiare ramificazione territoriale (che può corrispondere alla dislocazione delle singole agenzie di una determinata società di raccolta di scommesse sportive), che per la stretta relazione con il gioco on-line, per sua natura, dematerializzato – che implica il coinvolgimento di più di un sodalizio criminale. Su questo terreno si formano e consolidano alleanze o, viceversa, si consumano sanguinose rotture”.  E’ quanto afferma il Procuratore nazionale antimafia e terrorismo, Franco Roberti, presentando la relazione annuale della Direzione nazionale antimafia.

Secondo SportRadar AG ci sono oltre mille miliardi di euro scommessi in tutto il mondo su vari sport e il calcio è quello che attira la maggior parte dei flussi. Per la Serie A, si scommettono nel mondo 53 milioni per partita con un fatturato per il betting di 20 miliardi per stagione. Nel mondo ci sono 73 tipi di scommesse per una singola partita di Serie A e 31 per un match del campionato primavera. Con questi numeri è normale che «…le sale scommesse siano oggi la più grande lavanderia di denaro alla luce del sole. Tra chi opera nel settore del gioco è un segreto di Pulcinella. Tutti sanno che è il miglior sistema per riciclare soldi sporchi senza correre praticamente alcun rischio» come diceva qualche anno fa un imprenditore del settore che aveva partecipato alla gara dei Monopoli di Stato rispondendo alle domande di Claudio Gatti per il Sole 24 Ore.

E questo perché con bollette che rimangono anonime e al portatore le sale scommesse risultano di fatto escluse dalle norme antiriciclaggio e possano essere usate per “lavare” centinaia di migliaia di euro al giorno senza che scommettitori o esercenti trasgrediscano alcuna norma (l’esercente ha l’obbligo di segnalare il gioco sospetto, ma la legge non specifica il significato del termine «sospetto»). E tutto questo senza stare neanche a toccare il tema del match fixing…

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