Ecco cosa succederà, in concreto, se vince il No

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Niente di grave, le solite storie. Come dicono quelli del No…

Discussione fra amici su che cosa capita se vince il “Sì” o se vince il “No” al prossimo referendum. Soprattutto quali possono essere le conseguenze economiche derivanti dall’incertezza politica che ne deriverebbe. Qualcuno cita la Brexit per dire che in fondo non è successo niente. Per la verità la sterlina ha perso più del 20% del suo valore, ma andiamo avanti. I sostenitori del “Sì” naturalmente sottolineano lo stato confusionale in cui entrerebbe il Paese, il segnale negativo che manderemmo al resto del mondo («gli Italiani le riforme non le vogliono proprio fare») e le tensioni che si scaricherebbero soprattutto sul costo del nostro immane debito pubblico. Quelli del “No” dicono che è inutile drammatizzare, che ne abbiamo passate di ben più difficili e che il nostro sistema repubblicano contiene già in sé le correzioni necessarie.

Il giorno dopo ci ripenso e arrivo alla conclusione che hanno ragione quelli del “No”. Se prevale il “No” in fondo si dovrebbe solo trovare una nuova legge elettorale per la Camera, essendo escluso che si possa votare con un sistema maggioritario qui e con il proporzionale al Senato che resterebbe in vita. Inevitabilmente l’accordo non potrebbe che essere raggiunto anche alla Camera per un sistema proporzionale, a favore del quale si sono già pronunciati il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia. Se non ci si riesce può sempre pensarci la Corte Costituzionale.

Poi arriverebbero le elezioni che nessuno vincerebbe. Anzi con nessuna forza politica nettamente avanti alle altre e con i Cinque Stelle che comunque, anche se pigliassero il 40% dei voti, non vogliono allearsi con nessuno. Si cercherebbe quindi di fare un governissimo inevitabilmente fra PD e Forza Italia, che però probabilmente non raggiungerebbe la maggioranza degli eletti a meno di non imbarcare anche Salvini. Intanto lo spread andrà su di qualche centinaio di punti e il debito pubblico ci costerà qualche decina di miliardi in più di interessi.

Niente di grave, le solite storie. In effetti hanno ragione quelli del “No”. Tutto come prima.

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