Ecco a voi il “noir” del Fatto sulle tessere Pd

Il Fattone
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La storia di tessere in bianco, lotte fra i leader e cifre sballate

L’apertura del Fatto di oggi è roba grossa, roba da far tremare i polsi anche al più cinico dei Fattoni: “Pd, la guerra tra i big renziani per 300mila tessere in bianco”.

Pensavamo che i big renziani fossero tutti ologrammi della Guida Suprema, e invece scopriamo che addirittura guerreggiano fra loro. Pensavamo che le tessere del Pd fossero tutte già precompilate dalla Guida Suprema, e invece scopriamo sconcertati che escono dal Nazareno “in bianco”. Questa è roba grossa, roba che scotta, e bisogna vederci chiaro.

Tutti le notizie hanno una fonte, ma il Fatto non bada a spese e le fonti oggi sono quattro: “quattro parlamentari della minoranza Pd”, naturalmente anonimi, sorpresi dal cronista in un’imbarazzante conversazione “alcuni giorni fa”.

Dice il primo: “Non si conosce il numero dei moduli spediti da Roma”. S’interroga il secondo: “E che possiamo fare?”. Il primo, che la sa lunga: “Niente, è tutto in mano a Guerini”. Interviene il terzo: “Ma almeno si può sapere chi ha mandato le tessere?” Chiude il quarto: “Dubito che sapremo mai la verità”.

Non c’è altro: i quattro moschettieri, duramente provati, lasciano la scena.

L’intrepido cronista però non s’arrende, e con l’aiuto della fantasia trasforma un quadretto degno di Totò e Peppino in un “noir a tinte foschissime”.

Il Fattone adora i noir, e ci buttiamo nella lettura. Si comincia con un “raffronto storico”: “i militanti del Pd sono 360mila circa, il vecchio Pci ne contava 3 milioni”.

Ahimé, non è così: nel 1947 toccò il suo record con 2.252.446 iscritti; nel 1990, nel suo ultimo anno di vita, ne aveva 1.264.790. Ma i numeri, si sa, contano molto meno delle opinioni.

E a proposito di numeri, ecco il cuore dello scoop: “Per il nuovo tesseramento il calcolo è questo: 360mila tessere per i rinnovi, poi altre 150mila in bianco per i nuovi”. Tutto bene? Macché. “E’ qui che viene fuori il sospetto fondato”, scrive il Fatto. E cioè che “ci sarebbero altre 150mila tessere fuori controllo per i giochi sui pacchetti da consegnare ai capibastone”.

Da dove nasce questo sospetto, su che si fonda, da dove escono queste 150mila tessere in più, chi le ha viste? Impossibile saperlo: altrimenti leggeremmo un articolo di giornale, non un “noir a tinte foschissime”.

E il noir prevede che i protagonisti siano tutti cattivi, anzi cattivissimi: “Sui pacchetti di Roma – continua lo sceneggiatore del Fatto – si giocherebbe l’eterna lotta tra Guerini e Luca Lotti”.

Non quella, più banale, fra il Bene e il Male: no no, proprio quella fra “un dc nella stanza dei bottoni” (Guerini) e “il fedelissimo renziano che fa da segretario ombra” (Lotti). I quali, com’è risaputo, da tempo si colpiscono a paccate di tessere “in bianco”, anziché ricorrere alle più pratiche spade laser, non sappiamo se per ingraziarsi la Guida Suprema o se per sconfiggere la noia di una vita non così psichedelica come quella dei cronisti del Fatto.

 

(nella foto, Il mistero del falco, con Humphrey Bogart, un classico del cinema noir)

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