È l’ora di essere civili

Unioni civili
Un momento dei lavori al Senato sul ddl Cirinna' per le unioni civili, Roma, 16 febbraio 2016. ANSA/ ANGELO CARCONI

Potremmo sbagliarci, ma anche questa giocata della Srl Casaleggio Associati somiglia a un autoaffondamento

Questo editoriale doveva iniziare con l’elogio di un Senato non dominato dai fantasmi del passato che doveva aver spinto lo Stato, dopo trent’anni di attesa, a colmare il vuoto discriminatorio tra famiglie concedendo diritti e prevedendo doveri per tutte le persone che si amano. Norme che diventano straordinarie ormai solo in Italia, questioni concrete come il regime anagrafico e quello patrimoniale, gli obblighi di fedeltà all’assistenza reciproca della coabitazione, l’eredità e la reversibilità pensionistica.

Che bello sarebbe stato festeggiare la fine della roulette parlamentare sui diritti civili, quel continuo rien ne va plus che ci inchioda all’arretratezza legislativa in materia, unica nel mondo occidentale. Oggi invece prendiamo atto di una brutta frenata, speriamo momentanea. E può sorridere solo la nuova vecchia politica rappresentata da una coalizione di affossatori guidata dai Cinque Stelle la cui parabola, da supereroi contro l’establishment alle piroette di Grillo alla strenua resistenza al cambiamento, impressiona. Pur di provare ad assestare un colpo al Pd colpiscono anche gli affetti, intestandosi una delle battaglie più oscurantiste. È fin troppo semplice elencare le loro responsabilità, o meglio le irresponsabilità saltate agli occhi in questi mesi con le gaffe parlamentari, le banalità assolute e il catalogo di scandaletti nei sedici comuni conquistati. L’elenco si conclude, al momento, con l’ultimo voltafaccia a scelte che definiscono la civiltà di un Paese. Potremmo sbagliarci, ma anche questa giocata della Srl Casaleggio Associati somiglia a un autoaffondamento.

Di tattica si muore e le piroette stancano. Anche il Pd fa bene a riflettere. Una legge così attesa e importante non doveva finire nel tritacarne di contrapposizioni che non passano nemmeno più tra laici e cattolici, e tutto il dibattito pubblico non doveva ruotare solo intorno al totem della stepchild adoption, già un compromesso rispetto all’accesso pieno all’adozione, ma vista e strumentalizzata come ricorso tout court alla maternità surrogata e grimaldello per boicottare l’intero provvedimento. Cari senatori Pd siete voi ad avere oggi la responsabilità storica di allargare finalmente tutti i diritti a tutte le coppie.

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