L’Europa corre il rischio di spezzarsi. È l’ora del coraggio

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Da quando siamo diventati adulti e maggiorenni, l’Europa non è mai divenuta un vero stato sovranazionale

Cosa è l’Europa doveva ricordarcelo ieri Barack Obama. «Gli Usa e il mondo hanno bisogno di una Europa forte e unita. In Germania, più che in qualsiasi altro posto nel mondo, avete imparato che quello di cui c’è bisogno nel mondo non sono muri». Lo ha detto perché sa bene che di fronte al voto austriaco, a quello francese e all’evidente rinascere un po’ ovunque di forze e sentimenti nazionalisti, prima ancora che xenofobi e razzisti, che ne sono insieme la causa e la conseguenza, l’Europa corre il rischio di spezzarsi. L’Inghilterra sarà il prossimo banco di prova.

Se dovessero prevalere i favorevoli alla Brexit verrebbe a mancare nella costruzione europea il paese che più di ogni altro ha resistito durante la seconda guerra mondiale. L’unico grande paese che non abbia conosciuto in Europa il dominio di una dittatura e abbia da sempre costituito un argine alle culture totalitarie. Il secolo XX è stato contrassegnato, fino alla seconda guerra mondiale, dai nazionalismi. E il secondo dopoguerra ha tenuto insieme l’Europa dietro al confine della cortina di ferro e con la mano sulla spalla da parte degli USA. Ma da quando siamo diventati adulti e maggiorenni, l’Europa non è mai divenuta un vero stato sovranazionale. La moneta non basta. Non basta senza politiche fiscali e di bilancio comuni, senza esercito e un confine condiviso. Impresa titanica.

I partiti democratici sono erosi nella loro tradizionale base sociale. Il “proletariato” una volta socialista e i ceti medi si rivolgono impauriti, di fronte alla globalizzazione e alle ondate migratorie, allo stesso revanscismo, che fece la forza dei nazionalismi fra le due guerre. Un ritorno all’indietro impensabile dopo le decine di milioni di morti delle due guerre mondiali. Alle grandi forze democratiche di ogni orientamento spetta un compito immane, una ripartenza fuori dalla routine delle burocrazie europee. Ci vogliono coraggio e fantasia. In Italia solo il PD può fare questo lavoro.

La sinistra sempre critica corre paradossalmente il rischio di ripetere gli errori di sempre. Quelli del minoritarismo e della protezione della propria identità. Mentre una storia drammatica gli passa accanto. Solo un miopismo politico imperdonabile non riesce a concentrarsi sulle cose essenziali. Teniamocelo stretto questo PD.

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