È in gioco la nostra dignità

Mondo
Un momento del sit-in davanti all'ambasciata egiziana per chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni, Roma, 25 febbraio 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Ci fermeremo solo quando troveremo la verità, quella vera e non quella di comodo

L’omicidio di Giulio Regeni ha scosso la nostre coscienze e il Paese intero, perché è stata troncata la vita di un giovane italiano esemplare, dottorando a Cambridge e ricercatore alla American University del Cairo, per il modo in cui è stato atrocemente torturato e ucciso e per la lezione di compostezza e di dignità che hanno dato i suoi genitori. Siamo alla vigilia di importanti incontri che potrebbero essere decisivi per gli sviluppi delle indagini. Come è noto, Giulio scomparve la sera del 25 gennaio al Cairo e il nostro ambasciatore nei giorni seguenti si attivò immediatamente, avendo colloqui con il vice Ministro degli affari esteri, con la consigliera per la sicurezza nazionale del Presidente e con il Ministro dell’interno. Io stesso, in quei giorni, chiesi al mio omologo, il Ministro degli esteri egiziano, di attivarsi in tutti i modi possibili per scoprire le ragioni di quella scomparsa.

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